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Primo libro dei Maccabei



SINTESI

I) Gli eventi narrati in questo libro accaddero dopo la vittoria di Alessandro il Macedone su Dario re dei Persiani.
Dopo aver compiuto grandi imprese e aver regnato per dodici anni, Alessandro si ammalò e prima di morire divise il regno fra i suoi luogotenenti più fidati.
Da uno di questi discese Antioco Epifane (Antioco IV figlio di Antioco III il Grande), sotto il cui regno una parte del popolo di Israele tornò ai culti pagani.
Antioco attaccò e saccheggiò l'Egitto, mettendo in fuga il re Tolomeo, quindi mosse contro Gerusalemme e profanò il Tempio impadronendosi di quanto vi era di prezioso.
Tornò dopo due anni e devastò Gerusalemme con saccheggi e incendi, catturò donne e bambini, prese il bestiame. Costruì una fortezza (la Fortezza di Acra ) e vi insediò un presidio mentre la popolazione sconvolta abbandonava il paese o si lasciava andare alla disperazione.
Antioco emanò un decreto proibendo agli Israeliti di celebrare i loro riti religiosi ed imponendo i culti del suo paese. Si aprì una persecuzione contro gli Israeliti osservanti e quanti non vollero disonorare la santa alleanza vennero messi a morte.

II) Mattatia figlio di Giovanni, figlio di Simone, della stirpe di Ioarid, si stabilì a Modin.
Aveva cinque figli: Giovanni (Gaddi), Simone (Tassi), Giuda (Maccabeo), Eleazaro (Aiaran), Gionata (Affus). Mattatia e i suoi figli piangevano e vestivano a lutto per le condizioni del popolo sottomesso.
Vennero i messaggeri del re per imporre l'apostasia ed invitarono Mattatia a dare l'esempio eseguendo gli ordini per primo, ma Mattatia rifiutò; uccise un messaggero e un Giudeo che stava sacrificando su un altare pagano e distrusse l'altare, quindi fuggì nel deserto seguito dai figli e da quanti vollero unirsi a lui,
Molti altri seguirono il suo esempio ed un gruppo, aggredito dai soldati nel giorno di sabato, rifiutò di combattere e fu trucidato.
Mattatia e i suoi figli si misero a capo della rivolta e viaggiarono nel paese per abbattere gli altari pagani e ripristinare il rispetto della Legge.
In punto di morte, Mattatia parlò ai figli raccomandando loro di continuare la lotta e ricordando l'esempio dei patriarchi e dei profeti. Affidò a Simone la guida della famiglia e a Giuda quella dell'esercito.

III) Giuda combattè valorosamento diventando famoso per il suo coraggio. Sconfisse ed uccise Apollonio che aveva radunato un esercito della Samaria per combattere contro Israele.
Saron, comandante delle forze di Siria, organizzò una spedizione contro Giuda. Disponeva di un grande esercito ma Giuda, confidando nell'aiuto divino, lo attaccò e lo sgominò.
Antioco decise di mettere fine alla rivolta di Giuda Maccabeo impegnando tutto il suo esercito, ma le numerose ribellioni avevano impoverito le sue risorse finanziarie e quindi decise di attaccare la Persia per sottoporla al pagamento di tributi.
Partendo per la campagna persiana, Antioco affidò al nobile Lisia il regno, metà dell'esercito ed il compito di distruggere Gerusalemme invadendo la Giudea.
Lisia spedì in Giudea quarantamila uomini comandati da tre ufficiali: Tolomeo, Nicanore e Gorgia. Queste forze si accamparono presso Emmaus e Giuda radunò i suoi seguaci a Masfa di fronte a Gerusalemme dove svolsero preparativi e rituali religiosi.

IV) Riuscendo a prevenire un assalto a sorpresa organizzato da Gorgia, Giuda attaccò l'accampamento siriano e fece strage di nemici e quando gli uomini di Gorgia videro il loro campo distrutto fuggirono senza combattere nel paese dei Filistei.
Un anno dopo, riorganizzato l'esercito, Lisia attaccò di nuovo e fu di nuovo sconfitto in una grande battaglia che gli costò cinquantamila uomini.
Saliti sul monte Sion, Giuda e i suoi uomini trovarono il tempio desolato, l'altare profanato e le porte distrutte dal fuoco. Dopo aver celebrato riti adatti ad esprimente il proprio lutto, incaricarono i sacerdoti di purificare il luogo, demolirono e ricostruirono l'altare profanato, restaurarono e riconsacrarono il tempio offrendo sacrifici.

V) Anche i popoli vicini alla Giudea divennero ostili e Giuda mosse guerra all'Idumea e all'Acrabattene e riportò nuove vittorie, sconfisse ed annientò gli Ammoniti.
Affidò al fratello Simone il compito di combattere contro i pagani in Galilea ed anche Simone lottò vittoriosamente e ricondusse in Giudea gli Israeliti che erano perseguitati in Galilea.
Giuda e Gionata uscirono con un esercito per liberare le città del paese di Galaad assediate dai pagani comandati dallo stratego seleucide Timoteo.
Dopo aver conquistato alcune città, Giuda e Gionata sconfissero Timoteo in una grande battaglia distruggendo la città di Karnain.
Intanto Giuseppe figlio di Zaccaria e Azaria, i comandanti ai quali i Maccabei avevano affidato prima di partire le operazioni in patria, decisero di farsi onore attaccando a loro volta il nemico ma furono gravemente battuti da Gorgia.
Prima di tornare in Giudea Giuda colpi ancora i pagani sconfiggendoli più volte in Ebron e nel paese dei Filistei.

VI) Intanto Antioco cercava di conquistare in Persia la città di Elimaide, famosa per le ricchezze lasciatevi da Alessandro Magno, ma veniva sconfitto e costretto a fuggire in Babilonia.
Quando seppe degli insuccessi di Lisia in Giudea, vinto dalla disperazione, si ammalò e prima di morire ammise gli errori commessi contro i Giudei.
Gli successe il figlio Antioco Eupatore che organizzò una nuova grande spedizione contro i Maccabei. Il testo descrive il grande schieramento dell'esercito del re, le sue armi, la ricca dotazione di elefanti.
Quando queste enormi forze si scontrarono con i Maccabei scoppiò una grande battaglia. Eleazaro, fratello di Giuda, si sacrificò per uccidere un elefante che credeva trasportasse il re.
Infine i Giudei si ritirarono ed Antioco, presa la città di Beth-Zur, cinse di assedio Gerusalemme.
Intanto l'ex-reggente Filippo aveva occupato Antiochia per impadronirsi del trono. Consigliato da Lisia, Antioco decise di trattare con i Giudei e tolse l'assedio non prima di aver distrutto le mura di Gerusalemme.

VII) Demetrio figlio di Seleuco IV fuggì da Roma dove era tenuto in ostaggio e, impadronitosi del regno, fece uccidere Antioco e Lisia (162 a.C.).
Accogliendo la richiesta dei Giudei filo seleucidi guidati dall'aspirante sacerdote Alcimo, Demetrio inviò un funzionario di nome Bacchide per intervenire contro i Maccabei.
Bacchide nominò sommo sacerdote Alcimo e gli affidò il governo dopo aver compiuto una serie di azioni punitive ai danni degli Israeliti. In particolare ne furono uccisi sessanta dopo che Alcimo, avendo ascoltato le proposte di pace degli Asidei aveva giurato di non far del male a loro e alla loro gente.
Giuda si mise a capo della resistenza contro Alcimo il quale chiese nuovamente aiuto a Demetrio che questa volta inviò il generale Nicanore con l'ordine di sterminare il popolo di Israele.
Nicanore tentò di tendere un tranello a Giuda Maccabeo ma quando il suo inganno venne scoperto ingaggiò battaglia, perdendo alcune centinaia di uomini.
In una seconda e più importante battaglia Nicanore perse la vita ed i suoi soldati fuggirono inseguiti e sterminati dagli Israeliti.

VIII) Giuda venne a conoscenza della potenza e delle imprese dei Romani che avevano conquistato immensi territori e sconfitto nemici potenti come Perseo e Antioco il Grande, decise quindi di cercare la loro amicizia.
Scelse degli ambascitori che conclusero a Roma un trattato di alleanza che prevedeva il mutuo soccorso in caso di guerra.

IX) Morto Nicanore, Demetrio organizzò una nuova campagna contro i Maccabei affidandone il comando ad Alcimo e a Bacchide.
Spaventati dalle dimensioni dell'esercito nemico molti soldati di Giuda fuggirono ma egli non volle comunque rifiutare il combattimento. Lo scontro durò per un intero giorno ma infine i Giudei vennero accerchiati e sconfitti, anche Giuda cadde sul campo.
Dopo la morte di Giuda il popolo di Israele conobbe un tragico periodo di dominazione a causa di Bacchide e delle delazioni dei rinnegati.
I seguaci di Giuda elessero Gionata come loro nuovo capo ma Gionata e suo fratello Simone dovettero fuggire nel deserto per evitare di essere catturati da Bacchide.
In un combattimento con Gionata, Bacchide perse molti uomini e quando Alcimo morì colpito da un malore improvviso, Bacchide tornò presso il re rinunciando a sfidare i Maccabei.
Rientrò in Giudea dopo due anni ma, rischiando di essere debellato, finì col firmare un trattato di pace con Gionata e finalmente il Paese conobbe un periodo di tranquillità.

X) L'anno successivo Alessandro Epifane (Alessandro Bala), figlio di Antioco, occupò Tolemaide opponendosi a Demetrio. Questi per evitare che Gionata si accordasse con Alessandro gli propose un'alleanza facendo concessioni ai Giudei.
Anche Alessandro prese un'iniziativa analoga ed inviando doni a Gionata lo nominò sommo sacerdote.
Di fronte a questa gara per accaparrarsi l'alleanza dei Giudei, Gionata preferì Alessandro perché diffidava di Demetrio a causa delle trascorse vicende.
Demetrio ed Alessandro si scontrarono in battaglia ed il primo venne ucciso (150 a.C.).
Ottenuto stabilmente il potere, Alessandro propose l'alleanza al re d'Egitto Tolomeo (Tolomeo VI Filometore) e ne sposò quindi la figlia Cleopatra.
Venne rinnovato l'accordo fra Alessandro Bala e Gionata Maccabeo il quale ricevette grandi onori e fu nominato governatore della provincia.
Demetrio II, figlio di Demetrio, che si era rifugiato a Creta qualche tempo dopo (147 a.C.) si attivò per riprendere il trono.
Il suo generale Apollonio (Apollonio Tao), occupata Giaffa e stabilitovi un presidio, provocò Gionata Maccabeo che uscì da Gerusalemme insieme al fratello Simone con un esercito di diecimila uomini, riprese rapidamente Giaffa ed affrontò il nemico in battaglia campale riportando una vittoria.

XI) Il re d'Egitto Tolomeo covava un piano contro il genero Alessandro. Con il pretesto di visitare la Siria vi stabilì sue guarnigioni in molte città, quindi scrisse a Demetrio calunniando Alessandro ed offrendogli di sposare sua figlia che avrebbe fatto divorziare.
Approfittando dell'assenza di Alessandro, Tolomeo entrò in Antiochia e si impossessò del trono e quando Alessandro lo attaccò venne sconfitto e dovette fuggire in Arabia, dove venne ucciso.
Tolomeo morì poco dopo e Demetrio II prese il potere.
Gionata trovò favore presso Demetrio che concesse ai Giudei sgravi fiscali e privilegi e ritirò le guarnigioni militari da Gerusalemme.
Trifone, ex ufficiale di Alessandro e rivale di Demetrio, rintracciò il piccolo Antioco figlio di Alessandro in Arabia e progettò di metterlo sul trono di Antiochia.
Intanto Demetrio sedò una rivolta dei suoi sudditi grazie all'intervento di un contingente militare inviato da Gionata. Più tardi Demetrio non rispettò l'alleanza con Gionata e questi accolse l'offerta di amicizia che Antioco figlio di Alessandro, sostenuto da Trifone, gli aveva inviato.
Gionata si scontrò con le forze di Demetrio e riuscì a sconfiggerle nonostante la defezione di molti suoi soldati.

XII) Gionata inviò ambasciatori a Roma e a Sparta per rinnovare gli accordi di amicizia.
Avendo saputo che Demetrio si accingeva ad attaccare la Giudea, entrò in Siria puntando su Damasco. Intanto Simone presidiava Giaffa per evitare che le forze si Demetrio ne occupassero la fortezza, mentre i Giudei costruivano nuove fortificazioni ed opere di difesa.
Trifone, che intendeva impadronirsi del potere ai danni di Antioco, temeva che Gionata lo ostacolasse e decise di eliminarlo. Lo attirò quindi con un pretesto a Tolemaide dove Gionata si recò con un piccolo seguito, e lo catturò uccidendo quanti erano con lui.

XIII) In Giudea Simone Maccabeo prese il potere con il consenso del popolo.
Saputolo Trifone gli scrisse chiedendogli un riscatto e degli ostaggi per liberare Gionata. Simone accolse la richiesta ma Trifone non mantenne la parola ed uccise Gionata.
Il popolo celebrò il lutto per Gionata e Simone fece erigere un mausoleo dei Maccabei nella città di Modin.
Trifone eliminò Antioco e si impadronì della corona mentre i Giudei rinnovavano i trattati con Demetrio.
Così Simone assunse il sommo sacerdozio, liberò Gerusalemme dalle guarnigioni siriane e nominò suo figlio Giovanni capo di tutte le milizie.

XIV) Demetrio organizzò una spedizione contro Trifone ma mentre attraversava il regno dei Parti venne fatto prigioniero.
La Giudea conobbe un periodo di pace durante il governo di Simone. Roma e Sparta rinnovarono con lui i trattati di amicizia.
Venne posta nel Santuario un'iscrizione su tavole di bronzo che ricordava le gesta di Simone e la sua nomina a sommo sacerdote, stratega ed etnarca.

XV) Antioco figlio di Demetrio cercò l'alleanza con Simone Maccabeo confermando ai Giudei tutti i privilegi, quindi entrò in Antiochia facendo fuggire Trifone, lo inseguì e lo assediò nella città di Dora.
Simone inviò aiuti ma Antioco li respinse ritrattando le promesse ed intimando ai Giudei di restituire Giaffa ed altre città da loro occupate. Simone rifiutò ed Antioco aprì le ostilità incaricando un suo ufficiale di nome Cendebeo di invadere la Giudea.
Trifone fuggì ed Antioco continuò ad inseguirlo.

XVI) Simone, ormai anziano, affidò ai figli Giuda e Giovanni la guerra contro Cendebeo.
Nello scontro Giuda fu ferito, ma i Maccabei sconfissero Cendebeo.
Tolomeo figlio di Abudo tramò per impadronirsi del potere ed invitati a banchetto Simone ed i figli Mattatia e Giuda li trucidò.
Mandò quindi i suoi sicari a uccidere Giovanni ma questi li catturò e li mise a morte.



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