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Imera



Himera Viktoriatempel Detail
Rovine del tempio della Vittoria
By Clemensfranz (Own work)
[GFDL, CC-BY-SA-3.0
or CC-BY-2.5], via Wikimedia Commons
Colonia fondata nel 648 a.C. da Calcidesi di Zancle (Messina) lungo la costa tirrenica della Sicilia a circa cinquanta chilometri da Palermo, nella valle del fiume omonimo.

Archeologia
Nell'area archeologica di Imera sono stati rinvenuti resti di fortificazioni, di abitazioni e di un santuario con quattro templi.
Importanti la necropoli e il tempio della vittoria che erano situati all'estremità della città.
Numerosi gli oggetti in terracotta, ceramica, marmo e le monete ritrovate.

Storia
Situata in posizione ottimale per il commercio marittimo, fu a lungo contesa fra i coloni greci dell'isola ed i Cartaginesi.
Da Cartagine intervenne Amilcare con un grosso esercito e sbarcò a Panormo (Palermo).
Secondo Diodoro Siculo i Cartaginesi erano stati sollecitati ad agire in Sicilia dal re persiano Serse che, accingendosi ad attaccare la Grecia, era interessato ad evitare che i Sicelioti aiutassero la madre patria.
Amilcare attaccò Imera pochi giorni dopo lo sbarco e trovò a fronteggiarlo Terone di Agrigento il quale mandò a chiedere aiuti a Gelone di Siracusa che intervenne immediatamente.
Ancora Diodoro racconta che Gelone inviò ad Amilcare un messaggero con la falsa notizia dell'imminente arriveo di duecento cavalieri messi a sua disposizione da Selinunte. In effetti inviò suoi cavalieri che, penetrati senza difficoltà nel campo cartaginese, uccisero Amilcare ed incendiarono le navi nemiche.
Subito dopo Gelone attaccò con il grosso del'esercito e sterminò gran parte dei Cartaginesi. I superstiti subirono altre perdite a causa di una tempesta durante il viaggio di ritorno e solo pochi rientrarono a Cartagine.

Pochi anni dopo gli Imerei cercarono di sottrarsi al controllo acragantino rivolgendosi al nuovo tiranno di Siracusa Ierone ed offrendogli il loro aiuto contro Terone di Agrigento. Agrigento e Siracusa erano infatti in quel periodo sull'orlo di una guerra perché Terone aveva accolto Polizelo, fratello ribelle di Ierone. Ierone non accolse la richeista degli Imerei e la guerra fu evitata.
Nello stesso periodo Terone fece stanziare ad Imera numerosi coloni dorici per ripopolare la citrtà dopo le perdite subite nella guerra contro i Cartaginesi.

Intorno al 440 a.C. si svolte presso Imera una battaglia fra Siracusani e Acragantini provocata da una controversia in merito ai rapporti dei primi con il capo dei Siculi Ducezio. La battaglia fu vinta dai Siracusani e fu seguita da un trattato di pace fra le due città.

Nel 410 a.C. gli abitanti di Segesta chiesero aiuto ai Cartaginesi contro Selinunte nel corso di un conflitto per questioni territoriali. Per i Cartaginesi, che non svolgevano importanti operazioni nell'isola dal 480 a.C., fu occazione per trasferire un esercito di centomila uomini in Sicilia e riprendere i tentativi di conquista.
L'esercito invasore comandato da Annibale Magone figlio di Giscone attaccò Imera, Selinunte, Gela e Agrigento (409 a.C.).
Questa volta Imera venne completamente distrutta ed i Cartaginesi infierirono nella devastazione per vendicare i loro caduti del 480 a.C.

Delle due battaglie di Imera rimane testimonianza nella necropoli dove sono state rivenute le sepolture, spesso in fosse comuni, di centinaia di soldati.


Riferimenti letteratura:
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica



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