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Riferimenti Genealogici

Genitori:
  • Claudio Nerone Druso Germanico
  • Antonia Minore
    Famiglia: Gens Claudia
    Fratelli e sorelle:
  • Gaio Giulio Cesare Claudiano Germanico
  • Giulia Livilla
    Matrimoni - Unioni:
  • Plauzia Urgulanilla
  • Petina Elia
  • Valeria Messalina
  • Giulia Agrippina Minore
    Figli:
  • Tiberio Claudio Britannico
  • Claudia Ottavia
  • Claudia Antonia
  • Claudio Tiberio Nerone Germanico imperatore



    Claudio nacque a Lione nel 10 a.C. sotto il consolato di Iullo Antonio e di Fabio Africano, alle calende di agosto. Era figlio di Druso e di Antonia Minore.
    Rimasto orfano di padre nella prima infanzia, fu afflitto da molte malattie tanto che per molti anni non ricoprì alcuna carica pubblica.
    Svetonio dice che nonostante il profitto con il quale il giovane Claudio si dedicava agli studi, i parenti lo considerarono sempre un inetto, primo fra tutti Augusto che lo escluse dalla vita politica.
    Anche da Tiberio Claudio non ricevette cariche ed onori anche se fu citato nel testamento dell'imperatore.
    Miglior fortuna ebbe con Caligola, durante l'impero del quale fu due volte console e ricevette diverse onorificenze. Negli ultimi anni di Caligola però cadde in disgrazia, fu calunniato ed umiliato ed i suoi beni vennero confiscati.
    Subito dopo l'assassinio di Caligola l'esercito, non trovando altro candidato, lo proclamò imperatore, proclamazione che per le stesse ragioni fu ratificata dal Senato, del resto il fatto di essere fratello di Germanico gli procurava simpatie da parte dei legionari.
    La descrizione di Claudio che ci tramanda Svetonio è quella di un personaggio contraddittorio. Certamente meno crudele di Caligola, anche se spesso incline ad accessi di ira e a comportamenti indegni di un principe, molto spesso incoerente ed assurdamente distratto.
    In genere si comportò con modestia e fu munifico nei confronti della popolazione. Nel 42, tuttavia, si verificò un tentativo di ribellione da parte di Marco Furio Camillo Scriboniano al quale seguirono almeno altri sei tentativi di cospirazione che furono tutti repressi, ciò costò la vita a trentacinque senatori e duecento cavalieri.
    Durante il suo regno non svolse importanti campagne belliche avendo compiuto la sua unica missione in Britannia dove una parte dell'isola si sottomise in modo incruento (fra il 43 ed il 47, il comando dell'impresa era affidato a Aulo Plauzio).
    Negli stessi anni i due regni clienti della Tracia furono trasformati in una nuova provincia romana.
    Gli autori antichi dicono che fu pilotato nelle sue decisioni dalle numerose mogli e dai molti liberti divenuti potentissimi alla sua corte.
    Sposò Plauzia Urgulanilla, una nobile di origine etrusca, quindi Elia Petina, e divorziò da entrambe. Sposò quindi Valeria Messalina che fece condannare a morte per la sua condotta scandalosa e per il suo adulterio con Caio Silio.
    Sposò infine Agrippina Minore (figlia di suo fratello Germanico e madre di Nerone).
    Gli storici antichi ritengono che fu propria Agrippina a farlo avvelenare dopo quattordici anni di regno, morì nel 54 a sessantaquattro anni.
    Pare fosse molto erudito, autore di numerose opere in greco e latino, fra le quali una storia cartaginese, varie memorie ed un saggio sull'alfabeto latino che egli dotò di tre nuove lettere, che furono presto abolite.

    Fra i suoi consiglieri ebbe Lucio Vitellio, padre del futuro imperatore Vitellio e molti potenti liberti fra i quali Polibio, ministro a studiis che provvedeva al conferimento delle cariche assegnate dall'imperatore; Callisto, ministro a libellis che raccoglieva le petizioni dirette a Claudio; Narciso, ministro a espistulis cioè segretario dell'imperatore che sventò il complotto di Messalina e Caio Silio; Pallante, ministro a rationibus, cioè delle finanze il quale trafficò per far sposare Agrippina Minore a Claudio favorendo l'adozione di Nerone.
    Le sue opere pubbliche a Roma compresero due acquedotti (Aqua Claudia e Anio Novus), l'ampliamento del Pomerio, la ricostruzione degli edifici dell'Aventino devastati da un incendio, la ristrutturazione del porto di Ostia.
    Sia Svetonio che Eusebio di Cesarea raccontano che nel 54 Claudio espulse da Roma i Giudei. Poichè in altre circostanza Claudio non aveva mostrato sentimenti particolarmente ostili verso i Giudei si ritiene che il provvedimento ebbe motivi di ordine pubblico.
    Nella comunità ebraica a Roma, infatti, si verificarono disordini interni provocati dal sorgere della nuova religione cristiana, ma poichè i Romani non avevano ancora conoscenza di questi dissidi religiosi, Claudio espulse in blocco tutti i Giudei ritenendoli indiscriminatamente responsabili della situazione.


    Riferimenti letterari:
  • Svetonio - Vite dei Cesari
  • Tacito - Annali
  • Dione Cassio - Storia romana
  • Flavio Eutropio - Compendio della Storia di Roma
  • Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica


    Vedi anche:
  • Cronologia degli Imperatori Romani
  • Cronologia dei magistrati romani



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