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Riferimenti Genealogici

Genitori:
  • Tito Flavio Vespasiano
  • Flavia Domitilla Maggiore
    Famiglia: Gens Flavia
    Fratelli e sorelle:
  • Tito Flavio Domiziano
  • Flavia Domitilla Minore
    Matrimoni - Unioni:
  • Arrecina Tertulla
  • Marcia Furnilla
    Figli:
  • Flavia Giulia Augusta
  • Tito Flavio Vespasiano - imperatore Tito



    (39 d.C. - 81 d.C.)
    Figlio maggiore dell'imperatore Vespasiano e di Flavia Domitilla, Tito Flavio Vespasiano nacque a Roma il 30 dicembre del 39 d.C..
    Durante la gioventù fu amico e compagno di studi di Britannico e quando questi fu ucciso pare che Tito rimase lungamente malato per aver assaggiato la bevanda avvelenata che era stata somministrata all'amico.
    Svetonio lo descrive di bell'aspetto e molto robusto, dotato di memoria ed intelligenza, era abile come poeta, oratore, suonatore di lira e stenografo nonché versato nell'arte di maneggiare le armi. Fu tribuno militare in Germania e Britannia.
    Incaricato dal padre, l'imperatore Vespasiano, di portare a termine la guerra giudaica, conquistò Gamala e Gerusalemme nel 70 d.C. riportandone i trofei a Roma.
    Fu amante di Berenice, sorella di Agrippa II, che allontanò da Roma quando divenne imperatore.
    Collaborò sempre nel governo del padre, ebbe la potestà tribunizia, ricoprì sette consolati ed assunse anche il ruolo di Prefetto del Pretorio, carica che svolse in modo violento, commettendo numerosi delitti politici fra cui, probabilmente, quello del consolare Aulo Cecina Alieno.
    Divenne a sua volta imperatore nel 79 d.C., e dimise il comportamento violento ed autoritario che lo aveva fino ad allora caratterizzato, prendendo a comportarsi in modo completamente diverso: era estremamente benevolo, confermò con un unico editto tutti i benefici concessi dai predecessori e fu sempre disponibile verso chi si rivolgeva a lui chiedendo aiuto e favori.
    Il suo regno fu funestato dall'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano. Nello stesso periodo un incendio durato tre giorni e tre notti devastava a Roma il Campo di Marte, il Campidoglio ed il Pantheon, mentre la popolazione soffriva per una grave epidemia. Tito, stando a Svetonio, soccorse tutte le vittime con editti e donazioni.
    Sempre clemente anche con i nemici e gli avversari politici non applicò mai la pena di morte e considerò sempre il fratello Domiziano partecipe all'impero nonostante la sua ostilità.
    Abbellì Roma con la costruzione delle Terme ed il completamento del Colosseo, in suo onore venne eretto a Roma un arco di trionfo.
    Tito morì improvvisamente il 13 settembre 81 d.C. a Aquae Cutiliae in Sabina colpito da una febbre all'età di quarantadue anni dopo aver regnato soltanto due anni. Alcuni attribuirono la causa della morte ai bagni freddi che l'imperatore usava prendere ogni mattino, altri a normali malattie ma non mancò chi sospettò Domiziano di aver avvelenato il fratello.
    Ebbe due mogli: Arrecina Tertulla e Marcia Furnilla, da quest'ultima ebbe una figlia.
    All'imperatore Tito, Plinio il Vecchio dedicò con un'epistola la Naturalis Historia. L'epistola contiene un sommario dell'opera poiché Tito non avrebbe forse avuto il tempo di leggerla per intero.
    Tito scrisse commentari sulla guerra contro gli Ebrei.


    Riferimenti letteratura:
  • Svetonio - Vite dei Cesari
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Aurelio Vittore - Vite degli Imperatori Romani
  • Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica
  • Flavio Eutropio - Compendio della Storia di Roma
  • Giovanni Xifilino - Compendio di Dione Cassio
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare


    Vedi anche:
  • Cronologia degli Imperatori Romani




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