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Terone di Agrigento



Come testimoniato da Diodoro Siculo (Biblioteca Storica XI, 53, 1), Terone, membro della nobile casata degli Emmenidi, prese il potere in Acragas intorno al 488 a.C. e governò per sedici anni.
Per supportare la proprio politica anticartaginese strinse alleanza con Gelone, tiranno di Gela poi di Siracusa, con il quale si imparentò sposandone una nipote e dandogli in moglie la propria figlia Damarete.
Espanse il potere di Agrigento nell'isola occupando Eraclea Minoica e numerosi territori precedentemento controllati da tirannie filocartaginesi.
Insieme a Gelone, nel 480 a.C., inferse una grave sconfitta ai Cartaginesi, consolidando il dominio della civiltà greca in Sicilia.
Alla morte di Terone prese il potere il figlio Trasideo che governò in modo dispotico, in netto contrasto con la politica paterna.
Le fonti antiche sono concordi nel giudicare il governo di Terone in modo molto positivo.
Pindaro, in occasione della vittoria di Terone con la quadriga nelle Olimpiadi del 476, gli dedicò la seconda e la terza olimpica. Nei suoi versi Pindaro fa risalire il genos degli Emmenidi al mitico Tersandro, figlio di Polinice e di Argia e quindi discendente di Cadmo e di Adrasto, personaggi fondamentali nelle leggende di Tebe.


Riferimenti letteratura:
  • Pindaro - Istmiche
  • Pindaro - Olimpiche
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica


    Vedi anche:
  • Storia greca - Tirannidi




  • Indice sezione