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Isocrate

Il rapimento di Elena



L'orazione si apre con una critica a coloro che si vantano di poter sostenere con la loro eloquenza un concetto e il suo contrario e con una critica in generale ai sofisti, alla dottrina di Protagora, Gorgia, Zenone di Elea, Melisso.
Parlare di argomenti banali per il puro piacere della discussione è solo tempo perso ma è giusto condannare chi lo fa per ingannare gli altri. Parlare delle cose semplici e ben note dicendo qualcosa di originale è molto difficile in quanto su quel tipo di argomenti tutto è già stato detto, quindi Isocrate loda chi ha avuto l'idea di scrivere l'encomio di Elena, tuttavia chi lo ha fatto invece di un encomio ha composto una sua difesa (si parla di Gorgia e della sua orazione su Elena che tuttavia non veniva proposta come encomio).
Per non sembrare un inerte detrattore delle fatiche altrui, Isocrate si cimenterà nello stesso argomento.
Pur avendo avuto Zeus innumerevoli figli, amò Elena in modo particolare e se a Eracle donò la forza a Elena concesse la bellezza che di solito riesce a governare la forza stessa. Sapendo che la gloria nasce dalla guerra e dal pericolo, fece in modo che la vita di Eracle fosse dedicata alle stragi e quella di Elena suscitasse le più grandi contese.
Di Elena si innamorò Teseo che non curando il potere di Tindaro, la forza dei Dioscuri e le minacce di Sparta, la volle rapire bambina e la portò in Afidna d'Attica in attesa che crescesse. Piritoo fu suo compagno nell'impresa e Teseo per riconoscenza lo accompagnò negli Inferi per ottenere Persefone.