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Andocide



Nato intorno al 440 a.C., Andocide apparteneva a una nobile famiglia ateniese.
Fu tra gli imputati del processo del il sacrilegio delle Erme, sfruttò la legge che concedeva l'impunità a chi indicava altri colpevoli e denunciando i propri compagni evitò la pena capitale e fu condannato all'esilio.
Tentò due volte senza successo di tornare in patria fino al 403 quando fu riammesso grazie all'amnistia di Trasibulo.
Nel 399 fu processato per illecita partecipazione ai misteri eleusini, scelse di difendersi da solo e venne assolto. Nel 391 fece parte dell'ambasceria inviata a Sparta per trattare la pace, ma al ritorno gli Ateniesi non approvarono l'operato degli ambasciatori e li misero sotto accusa.
Andocide andò in esilio volontario e sugli eventi che seguirono nella sua vita non abbiamo informazioni, così come ignoriamo la data e il luogo della sua morte.
Delle sue orazioni ci rimangono: Sul suo ritorno, Sui Misteri, Sulla pace con gli Spartani, Contro Alcibiade (quest'ultima è da molti considerata apocrifa)


Riferimenti letteratura:
  • Plutarco - Alcibiade e Coriolano



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