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Verucchio



Comune dell'Emilia Romagna in provincia di Rimini, conta circa 10.000 abitanti.
Situato in posizione rialzata nella valle del fiume Marecchia a 18 km da Rimini. E' formato da due abitati: il borgo storico collinare e la fraziene di Villa Verucchio situata più in basso. Il comune comprende inoltre l'exclave di Pieve Corena nello Stato di San Marino.
In base alle centinaia di sepolture risalenti fino al decimo secolo a.C., si è attribuita la creazione dell'abitato alla civiltà villanoviana in seguito evolutasi in civiltà etrusca. Il centro dell'età del Ferro conobbe grande importanza commerciale sulla riva dell'Adriatico ma decadde nel VII secolo con l'espanzione di Rimini.
A Verucchio si fa risalire l'origine della famiglia Malatesta con Giovanni della Penna dei Billi (1150-1190) detto il Malatesta al quale è dedicata la piazza centrale del paese. Su tale piazza si affaccia il Palazzo Comunale. A sinistra del Palazzo ha inizio la scalinata che porta alla Rocca Malatestiana che domina il paese. Fu ampiamente ristrutturata nel 1449 da Sigismondo Malatesta.
In un ex convento è stato allestito il Museo Civico Archeologico che espone parte dei materiali della necropoli villanoviana (il resto si trova nel Museo Civico Archeologico di Bologna).
Nel 1353 il cardinale Egidio Albornoz sconfisse i Malatesta per poi accordarsi con loro con la concessione del vicariato sui territori della Chiesa. Galeotto I venne così nominato vicario per Rimini, Fano e Pesaro.
Nel 1424 il borgo di Verucchio passò brevemente ai VIsconti e nel 1462 fu conquistato da Federico da Montefeltro.
Nel periodo successivo Verucchio cambiò più volte padrone: intorno al 1503 appartenne a Cesare Borgia, quindi ai Veneziani dal 1503 al 1506 per poi tornare allo Stato della Chiesa.
Nel 1506 Leone X lo concesse in feudo a un certo Gian Maria Giudeo, un ebreo convertito di origine tedesca caro al papa per la sua abilità di musicista.
Adriano VI, successore di Leone X dal 1522, reclamò Verucchio per la Santa Sede. Giovanni Maria riebbe il feudo nel 1525 da Clemente VII che lo vendette a Zenobio de'Medici il quale morendo lo lasciò alla moglie Ippolita Comnena. Qust'ultima si risposò con Lionello II Pio di Savoia e i papi Paolo III e Pio V estesero il beneficio successorio di Ippolita ai figli e nipoti della coppia, ma nel 1580 Gregorio XIII annullò l'atto di Pio V e confiscò definitivamente il feudo.
Nel periodo napoleonico Verucchio fece parte della Repubblica Cispadana e nel 1801 rientrò nella Repubblica Cisalpina. Nel 1859 la Romagna si sollevò contro il dominio pontificio e nel 1860 per polebiscito Verucchio venne annesso al Regno di Sardegna, dal 1861 Regno d'Italia.
Durante la seconda guerra mondiale Verucchio fu coinvolto nell'occupazione e nelle rappresaglie nazi-fasciste. Il 21 settembre 1988 avvenne l'eccidio dei Nove Martiri di Verucchio.

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