4/vgF0McT6WBi1RPOKg40mK96lk1bJq1dTncfbVzjMYsVgdkLfU3L2ZoQ

Sunelweb
    
Guida rapida
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W Y Z  
 

Tribuni militari con potestà consolare



Verso la metà del quinto secolo a.C., le lotte sociali provocarono grande conflittualità fra plebe e patriziato per l'elezione dei consoli. Dall'istituzione della repubblica questa carica era riservata ai patrizi ma la plebe, che negli ultimi anni aveva raggiunto importanti conquiste come l'istituzione del tribunato della plebe o la legalizzazione delle unioni miste (Lex Canuleia de Conubio Patrum et Plebis 445 a.C.), rivendicava ora il diritto di accedere anche alla massima autorità dello stato.
L'istituzione dei Tribuni militari con potestà consolare (o tribuni consolari) rappresentò una soluzione di compromesso. Questa carica che sostituì temporaneamente quella di console era accessibile a tutti indipendentemente dalla condizione sociale, quindi poteva essere esercitata anche dai plebei senza necessità di cambiare le regole dell'istituzione consolare.
Dal 444 a.C. al 367 a.C. con alcune interruzioni furono eletti tre, quattro o sei tribuni consolari con mandato annuale e che detenevano di fatto tutte le prerogative normalmente attribuite ai consoli, ad eccezione forse del diritto al trionfo. Di fatto non risulta che un tribuno consolare abbia mai celebrato il trionfo e sembra che si tornasse ad eleggere due consoli negli anni in cui si prevedevano importanti impegni bellici.
Nel 367 a.C. con le leggi Licinie-Sestie i plebei furono ammessi a tutte le magistrature e si stabilì che uno dei due consoli doveva essere plebeo.


Riferimenti letteratura:
  • Livio - Storia di Roma


    Vedi anche:
  • Cronologia dei magistrati romani



  • Indice sezione