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Publio Terenzio Afro

ANDRIA


Personaggi:

Simone
Sosia
Davo
Miside
Panfilo
Carino
Birria
Lesbia
Glicerio
Cremete
Critone
Dromone

Andria è la prima commedia rappresentata da Terenzio, nel prologo l'autore si rivolge al pubblico per difendere il proprio lavoro ed in particolare la legittimità del metodo della contaminatio, cioè del fondere nella commedia latina parti di diverse commedie greche. In questo caso gli originali tradotti ed utilizzati sono due lavori di Menandro: Andria e Perinzia.
Come farà nel prologo delle commedie composte successivamente, Terenzio polemizza con i suoi denigratori asserendo che della libertà di contaminare si sono serviti i più importanti autori latini, come Nevio, Plauto ed Ennio.
La commedia è ambientata in una piazza di Atene con un altare dedicato ad Apollo e con le porte delle case di Simone, Glicerio e Carino.
Il primo atto si apre con un dialogo fra Simone ed il suo liberto Sosia (che non comparirà più nella commedia). Questo dialogo ha la funzione di informare gli spettatori sugli antefatti dal momento che il prologo, come si è visto, è dedicato ad altri argomenti.
Simone racconta di aver organizzato il matrimonio fra suo figlio Panfilo e la figlia di Cremete, portatrice di una ricca dote. E' sorto tuttavia un problema quando Simone ha scoperto che Panfilo è innamorato di Glicerio, sorella di Criside, un'etera originaria di Andro, trasferitasi in Atene e da poco deceduta.
Simone, preoccupato che Cremete voglia annullare il fidanzamento, ha organizzato falsi preparativi di nozze per verificare il comportamento di Panfilo e la sua obbedienza nel confronti del padre.
Nella scena successiva Simone diffida lo schiavo Davo dall'aiutare Panfilo minacciando dure punizioni.
Rimasto solo Davo pronuncia un monologo che completa gli antefatti: la relazione fra Panfilo e Glicerio è più seria di quanto Simone non creda, i due sono amanti, Glicerio è incinta e la coppia non intende rinunciare al bambino.
Infatti quando Panfilo viene informato dalla schiava Miside che Glicerio sta per partorire, afferma che non la abbandonerà, pur essendo sconvolto perché il padre lo ha appena avvertito che dovrà sposare in quello stesso giorno la figlia di Cremete.
La situazione si complica con l'entrata in scena di Carino, amico di Panfilo, che confida al suo schiavo Birria di essere innamorato di Filumena, la figlia di Cremete che Panfilo dovrebbe sposare. Panfilo, informato di ciò, dichiara che sarebbe felice di lasciare la fidanzata a Carino e sollecita l'amico ed il suo schiavo a trovare un qualsiasi espediente o inganno per risolvere la questione.
Trafelato sopraggiunge Davo che, non vedendo svolgersi i normali preparativi, ha compreso che il matrimonio non ci sarà, che si tratta solo di una finzione di Simone e ne informa lietamente Panfilo e Carino. Il furbo Davo convince Panfilo a fingere di accettare il matrimonio di buon grado, comportamento questo che lascia del tutto interdetto il vecchio Simone che si era ovviamente preparato ad un secco rifiuto ed alla conseguente lite.
La particolare visione della vita di Simone, totalmente egocentrica, lo porta ad ingannarsi da solo e quando, trovandosi davanti alla casa di Glicerio, assiste casulamente all'andirivieni delle donne per il parto della giovane, si convince che si tratta di un inganno ordito da Davo per mandare a monte le nozze fra Panfilo e Filumena. Davo, che ha temuto di veder precipitare la situazione, coglie rapidamente l'occasione per ingannare ancora di più il vecchio ed afferma che la responsabile della messa in scena è Glicerio, che finge di aver avuto un figlio di Panfilo per costringere questi a sposarla.
Cremete incontra Simone e lo avverte che non è più disposto a far sposare Filumena con Panfilo a causa della relazione di questi con Glicerio, ma Simone insiste fino a fargli cambiare idea. Il matrimonio, che doveva essere solo una finzione, viene veramente confermato. Questo provoca una lite fra Panfilo e Carino; Davo, che viene ritenuto responsabile della situazione a causa dei consigli dati a Panfilo, dovrà ora trovare una via d'uscita.
L'iniziativa di Davo questa volta è molto audace, fa allontanare tutti, depone il neonato davanti alla porta di Simone ed inscena una lite con Miside fingendo di non essersi accorto che Cremete li sta ascoltando. In questo modo Cremete viene a conoscenza della parternità di Panfilo senza che Davo possa essere accusato di delazione.
Le cose però si mettono male per Davo quando Cremete rifiuta di nuovo il consenso al matrimonio: Simone lo fa mettere in catene. Ma il vecchio Critone, cittadino di Andro, arrivando in Atene porta il gran colpo di scena che risolverà la commedia con un lieto fine.
Critone è amico di Glicerio, da tutti ritenuta sorella di Criside. Venuto a conoscenza della morte dell'etera si è recato ad Atene per aiutare Glicerio e dimostrare che si tratta di una cittadina ateniese. Mentre Simone sostiene che il nuovo venuto sia un impostore, Critone racconta che Glicerio non è realmente la sorella di Criside ma che è stata allevata dalla famiglia di quest'ultima alla quale l'aveva affidata un naufrago ateniese. Il suo racconto viene confermato da Cremete quando Critone afferma che il naufrago si chiamava Fania e che la bambina non era sua figlia ma sua nipote. Infatti Cremete, stupito ed emozionato, svela di aver avuto un fratello di nome Fania che molti anni prima era partito da Atene con una delle figlie di Cremete, ma di Fania e della piccola non si era mai più saputo nulla.
L'agnizione, ovviamente, soddisfa tutti: Panfilo, che pure aveva finito col sottomettersi alla volontà del padre, potrà sposare Glicerio, Cremete è felice di aver ritrovato la figlia perduta e non ha nulla da obiettare su queste nozze, anche Simone si mostra lieto della conclusione e Carino, con il consenso di Cremete, sposerà Filumena.
Infine Davo viene liberato ed è lui a prendere congedo dagli spettatori mentre tutti gli altri personaggi entrano in casa di Glicerio per festeggiare e per perfezionare gli accordi.

Il testo che ci è pervenuto prevede un secondo finale, probabilmente un'aggiunta del secondo secolo d.C., nel quale anche il matrimonio fra Carino e Filumena viene apertamente approvato da Cremete, mentre ciò nel finale originale è praticamente dato per sottinteso.