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Villa Adriana Tivoli



A partire dal 117 d.C., l'imperatore Adriano fece costruire la villa sui monti Tiburtini, enorme complesso di edifici ed aree verdi che ebbe come nucleo una villa di età sillana che Adriano aveva ricevuto in dote dalla moglie Vibia Sabina.
Il complesso occupava una superficie di circa centoventi ettari, la più grande residenza mai realizzata da un imperatore romano e comprendeva, oltre agli edifici abitativi, biblioteche, terme, caserme ed edifici di rappresentanza.
Adriano, che era abile architetto, progettò personalmente parte delle costruzioni ispirandosi agli stili studiati in Grecia, in Egitto ed in Oriente durante i suoi viaggi.
La villa, che aveva funzione di sede invernale del governo, ospitava un grande numero di persone fra le quali i funzionari governativi, la guardia imperiale ed il pesonale addetto ai servizi che lavorava utilizzando un complesso sistema viario sotterraneo per non turbare la quiete agreste del sito.
L'arteria di questo sistema sotterraneo era una via carrabile lunga oltre quattro chilometri detta "Grande Trapezio".
Sfruttando la pendenza del terreno, un ramificato sistema di irrigazione alimentava le fontane ed i giochi d'acqua.
Gli edifici della villa vengono spesso identificati con nomi tradizionali risalenti a studi rinascimentali che si riferiscono alle costruzioni di altri Paesi dalle quali Adriano avrebbe tratto ispirazione. Seguendo questa nomenclatura, gli edifici che compongono la residenza imperiale vera e propria sono l'Edificio a tre esedre, il Ninfeo Stadio, l'Edificio con Peschiera, il Quadriportico, le Piccole Terme, il Vestibolo ed il Padiglione del Pretorio.
Una vastissima piazza colonnata detta Pecile si ispirava all'agorà di Atene e poggiava su un piano livellato artificialmente.
Un portico a colonne ioniche si affaccia sul canale che circonda un isolotto nel cosiddetto Teatro Marittimo, si crede che questa costruzione, isolata dalle altre, fosse un luogo privato per il ritiro dell'imperatore.
Un altro complesso recentemente venuto alla luce, l'Antinoeion, comprende due templi ed il basamento di un obelisco: era un luogo di culto dedicato alla memoria di Antinoo, l'amante di Adriano prematuramente scomparso che probabilmente fu qui inumato.
Ispirato alla cultura ed agli ambienti egiziani è un altro complesso detto Canopo, dal nome di una città collegata ad Alessandria da un canale. Il Canopo è composto da un bacino d'acqua circondato da canali e statue.


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