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Alcmeonidi



Grande famiglia ateniese, faceva risalire le proprie origini al mitico Alcmeone, uno degli Epigoni.
La loro prima comparsa nella vita politica ateniese consiste nella repressione della rivolta ciloniana. Cilone e suo fratello tentarono di prendere il potere occupando l'Acropoli. Assediati dal popolo i due caporioni riuscirono a fuggire. I loro sostenitori si rifugiarono presso un altare come supplici ma furono trucidati. A guidare la strage fu un Megacle degli Alcmeonidi. Poiché colpire i supplici era considerati un gravissimo sacrilegio, gli Alcmeonidi vennero espulsi da Atene. Esiliati ancora ad opera di Pisistrato, tentarono inutilmente di rientrare dopo la morte di Ipparco.
Nel 584 a.C. gli Alcmeonidi ottennero l'appalto per la ricostruzione del santuario di Delfi distrutto da un incendio. Forse manipolando gli oracoli, l'alcmeonide Clistene convinse gli Spartani ad intervenire in Atene e cacciare Ippia. Clistene prese il potere superando il suo antagonista aristocratico Isagora ed operò la riforma democratica.
Suo fratello Ippocrate fu padre di Agariste, madre di Pericle.
Una nipote di Clistene di nome Dinomache fu madre di Alcibiade.
A Megacle IV è dedicata la settima Pitica di Pindaro.


Riferimenti letteratura:
  • Pindaro - Pitiche
  • Erodoto - Storie
  • Aristotele - La costituzione degli Ateniesi



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