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Darete



Troiano, fra quanti seguirono Enea.
Nel quinto libro dell'Eneide è il primo a presentarsi alla gara di pugilato nei giochi indetti da Enea per commemorare l'anniversario della morte di Anchise.
Darete era considerato pugile imbattibile e nessuno si presenta a raccogliere la sfida, solo quando egli arrogantemente pretende di ricevere il premio senza aver combattuto si fa avanti uno sfidante. Si tratta del sicano Entello, si deve infatti tener presente che i giochi si svolgono in Sicilia, presso la città di Drepano, nel regno di Aceste, un troiano ivi trasferitosi.
Entello è molto più anziano di Darete ma dispone di forza straordinaria e di grande esperienza, è stato infatti allievo del mitico Erice (eroe eponimo del monte Erice ucciso da Ercole).
Nonostante la gioventù e l'agilità, Darete ha la peggio e viene salvato da Enea che interrompe il combattimento decretando la vittoria di Entello. Esce di scena 'vomitando denti misti a sangue', come esempio di arroganza punita.
Darete muore nel dodicesimo canto, ucciso da Turno.

Nell'Iliade Darete è un ricco troiano, sacerdote di Efesto e padre di Fegeo e Ideo, i primi troiani ad affrontare Diomede.
Poiché nell'Iliade si parla di un uomo maturo mentre il Darete dell'Eneide è molto giovane molto probabilmente non si tratta dello stesso personaggio.


Riferimenti letteratura:
  • Iliade
  • Virgilio - Eneide


  • Indice sezione