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Guerre Cantabriche



Si definiscono Guerre Cantabriche le campagne militari intraprese dai Romani sotto Augusto nel periodo dal 29 al 19 a.C., intese a completare la conquista della Penisola Iberica che era parzialmente soggetta ai Romani dal III secolo a.C. mentre un'ampia regione nord-occidentale non era ancora controllata. Tale regione comprendeva la Cantabria e le Asturie, così dette dai popoli che le abitavano.
Le Guerre Cantabriche impegnarono fino a otto legioni romane oltre a molte truppe ausiliarie che combatterono contro Cantabri e Asturi i quali evitavano le battaglie campali per condurre una guerriglia per loro agevolata dalla miglior conoscenza del territorio impervio.
La prima campagna (29-27 a.C.) fu iniziata dal console Tito Statilio Tauro e proseguita da Calvisio Sabino e poi da Sesto Appuleio. I Romani conquistarono la Navarra e parte delle Terre dei Baschi.
La seconda campagna (26-22 a.C.) per il primo anno fu condotta personalmente da Ottaviano Augusto. Dopo aver riportato alcune vittorie sui Cantabri, l'imperatore si ammalò e si ritirò a Tarragona lasciando il comando a Gaio Antistio Vetere e Tito Publio Carisio che proseguirono fino al 22 a.C. completando la sottomissione della Penisola.
Un'ulteriore campagna fu combattuta nel 20 e 19 a.C. al comando di Marco Vipsanio Agrippa e portò alla definitiva sottomissione dei Cantabri.


Riferimenti letteratura:
  • Svetonio - Vite dei Cesari
  • Dione Cassio - Storia romana




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