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Euripide



Euripides1
Euripide
Copia romana di opera greca
del quarto secolo a.C.
Figlio di Mnesarco o Mnesarchide, del demo di Flia, e di Clito, secondo una tradizione nacque a Salamina nello giorno della famosa battaglia (5 settembre 480 a.C. ) fra Greci e Persiani, molti, però datano la sua nascita nel 484 a.C.
Di condizione benestante, ricevette un'educazione accurata, interessandosi profondamente al pensiero filosofico dei suoi contemporanei, come Anassagora, Protagora, Prodico, Antifonte ed altri sofisti. Le fonti antiche tramandano l'immagine di una persona schiva e dedita alla meditazione ed allo studio. Intorno al personaggio Euripide si formarono varie leggende, in gran parte originate dall'ironia degli autori comici.
Sappiamo da varie fonti, fra cui Aristotele, che Euripide si mantenne estraneo alla vita pubblica, scelta questa che nell'Atene del tempo comportava non pochi problemi, tanto che il poeta fu processato per aver rifiutato una carica che gli veniva proposta.

La sua partecipazione ai concorsi drammatici iniziò nel 445 a.C. con la sua prima tragedia, Le Pleiadi. Ottenne quattro vittorie, la prima nel 441 a.C., l'ultima postuma.
Ebbe due mogli e tre figli, l'ultimo dei quali, anch'egli di nome Euripide, compose a sua volta alcune tragedie.

Intorno al 408 a.C. si ritirò a Pella in Macedonia, presso la corte di Archelao. Qui morì nel 406 a.C. Una leggenda dice che fu divorato da cagne inferocite. Sofocle gli rese onore presentandosi in scena in abiti da lutto. Pausania (I, 2, 2) vide il suo sepolcro sulla strada dal Pireo a Atene.

Nel 403 a.C., arconte Pitodoro, vennero rappresentati da Euripide il Giovane i drammi Ifigenia in Aulide, Alcmeone a Corinto, Baccanti; Euripide ottenne - postuma - la sua quinta vittoria nell'agone ateniese.

Le fonti antiche gli attribuiscono fino a novantadue opere teatrali, a noi sono giunte diciotto tragedie, una delle quali (il Reso) di incerta attribuzione, nonché il dramma satiresco Ciclope.

Le opere superstiti

CICLOPE (prima del 425 a.C. )
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MEDEA (431 a.C. )
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IPPOLITO (428 a.C.)
La tragedia di Fedra, innamorata di Ippolito, suo figliastro. Ippolito è religioso e casto, si tiene lontano dall'amore ed Afrodite ha deciso di vendicarsi di lui. La dea fa innamorare Fedra del ragazzo e questa, respinta, si uccide lasciando una lettera che lo accusa di averle usato violenza. Teseo, padre di Ippolito e marito di Fedra, scaglia una maledizione e quando scopre la verità per Ippolito è troppo tardi.
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ELENA (412 a.C. )
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IONE (418 a.C. )
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ECUBA (424 a.C. )
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ELETTRA (413 a.C. )
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IFIGENIA IN TAURIDE (414 a.C.)
Sacerdotessa nel paese dei Tauri, Ifigenia viene ritrovata dal fratello Oreste. Con una fuga avventurosa tornano in patria.
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BACCANTI (rappresentata postuma nel 405 a.C. )
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IFIGENIA IN AULIDE (rappresentata postuma nel 405 a.C. )
Agamennone, per placare l'ira degli dei che gli impedisce di far vela verso Troia, accetta di sacrificare la figlia Ifigenia.
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TROIANE ( 415 a.C. )
Le tragiche ore successive alla caduta di Troia viste dalla parte delle donne della città sconfitta.
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ALCESTI (438 a.C. )
Il re Admeto avrà salva la vita solo se troverà qualcuno disposto a morire al suo posto, solo la moglie Alcesti è disposta a sacrificarsi per lui.
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ERACLE (424 a.C. )
Impazzito per volere di Era, Eracle uccide la moglie Megara ed i figli.
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RESO (?)
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ERACLIDI (430 a.C. - 427 a.C. )
Morto Eracle, Euristeo ha preso a perseguitare i suoi figli, gli Eraclidi che sono stati costretti a fuggire sotto la guida dello stesso Iolao, parente e vecchio amico dell'eroe, e di Alcmena, la madre di Eracle. Ma Euristeo continua a perseguitare gli Eraclidi che chiedono ed ottengono la protezione di Demofonte, figlio di Teseo.
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SUPPLICI (422 a.C.)
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FENICIE (409 a.C. a.C. o 408 a.C. )
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ORESTE (408 a.C.)
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Riferimenti letteratura:
  • 3nia - Descrizione della Grecia



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