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Medioevo



Il termine Medioevo, coniato dagli umanisti del XIV secolo (media aetas), è puramente convenzionale. Vuole rappresentare il lunghissimo periodo che intercorre tra la fine dell'impero romano e la riscoperta della cultura classica avvenuta in quell'epoca che, con un altra convenzione, chiamiamo Rinascimento: circa mille anni. Si trattava, in pratica di definire tutto ciò che non era più greco-romano e che non era ancora Umanesimo.
Nell'uso più comune si è stabilito di far iniziare il Medioevo nel 476, con la detronizzazione dell'ultimo imperatore romano d'Occidente, e di farlo finire nel 1492 con la scoperta dell'America. E' inoltre frequente la divisione del periodo in Alto Medioevo (dal 476 al 1000) e Basso Medioevo (dal 1001 al 1492).
Poiché queste definizioni si riferiscono alla storia dell'Europa intera è evidente che durante quel millennio si svolsero gli eventi più disparati, alcuni dei quali di importanza tale da interessare l'intero continente o gran parte di esso come ad esempio la diffusione del Cristianesimo, le conquiste dell'Islam, l'impero carolingio o la peste del 1348, altri di dimensione più ridotta come molte guerre tra due o più stati, ed altri ancora riguardanti la storia delle singole nazioni o delle singole città.
Gli umanisti, considerando l'età di mezzo come la negazione dei valori estetici e morali dell'epoca classica, ne diedero un giudizio fortemente negativo. L'Europa era in preda alla barbarie, la civiltà non esisteva più. Per gli illuministi il termine Medioevo era sinonimo di ignoranza, oscurantismo, superstizione. Il Romanticismo invertì la tendenza e si cercarono nei costumi e nella cultura medioevali le componenti in nuce dell'idea di coscienza nazionale, ma più concretamente i gusti mutarono e molti aspetti dei secoli bui assunsero un fascino che spesso si avverte ancora oggi.
Soltanto in tempi relativamente recenti la critica moderna ha rimosso molti pregiudizi e ha preso a divulgare i contributi che i dieci secoli "di mezzo" hanno arrecato alla storia dell'umanità.

Le Invasioni
Da secoli la più importante realtà politica del mondo occidentale era l'impero romano, macchina amministrativa e di controllo del potere se non perfetta, sicuramente ben rodata. Questa enorme struttura entrò in crisi relativamente presto nonostante la sua potenza per un insieme di cause molto complesse che non abbiamo la pretesa di sviscerare (e soprattutto non ne abbiamo le capacità). Possiamo tuttavia considerare due concause che certamente parteciparono a questa grande mutazione: l'immigrazione dei non romani, fenomeno proveniente dall'esterno dell'impero, e l'avvento del Cristianesimo, fenomeno iniziato e sviluppatosi all'interno, per l'esattezza nelle province orientali. La prima agì sui centri di potere politico e militare, la seconda - forse più silenziosa ma non meno efficace - sulla vita quotidiana, sui principi morali e sulla cultura a tutti i livelli: dalle élite alla massa della popolazione.
La penetrazione dei "non romani", popolazioni di stirpe germanica e popolazioni di origine orientale fu inizialmente pacifica. Si trattava di gruppi più o meno numerosi di persone che si presentavano ai confini per chiedere accoglienza e lavoro e poiché l'impero aveva sempre bisogno di braccia per le più varie attività, venivano generalmente accolti e smistati nei luoghi dove occorreva manodopera per l'agricoltura, l'allevamento, l'edilizia, le grandi opere pubbliche. Gli uomini in età giovanile e di robusta costituzione venivano spesso destinati all'esercito dove ricevevano adeguato addestramento e iniziavano a militare nei gradi più bassi ma nulla impediva loro di raggiungere posizioni di comando e di prestigio.
E' importante non confondere i casi di belligeranza come la famosa strage che i Cherusci fecero dei Romani nella Selva di Teutoburgo, che erano casi di ribellione di popolazioni sottomesse, con il fluire di migranti alle frontiere: si tratta di fenomeni che perdurarono parallelamente per secoli ma che avevano motivazioni e caratteristiche differenti.

L'impero diviso
Con il testamento di Teodosio I (395), fu stabilita la separazione dell'impero in due parti assegnate ai due figli dell'imperatore. Arcadio ebbe la parte orientale e Onorio ebbe l'Occidente. Arcadio aveva diciotto anni, Onorio undici, i due governi furono affidati a ministri e generali. La decisione di Teodosio di dividere l'impero intendeva probabilmente semplificare il governo di un impero tanto grande, ma le sue conseguenze nella successiva storia della civiltà occidentale sono incommensurabili.
Come è noto la serie degli imperatori di Occidente si considera conclusa con Romolo Augusto che fu detronizzato da Odoacre nel 476 mentre l'impero d'Occidente, poi detto impero bizantino, continuò ad esistere fino alla conquista ottomana nel 1453.

Leggende da sfatare
Dal Rinascimento in poi si sono formate molte erronee credenze a proposito della vita nel medioevo. Fra le più diffuse:
- Il terrore millenarista: i nostri antenati del Medioevo avrebbero ricavato da un passo dell'Apocalisse di Giovanni la convinzione che l'anno 1000 avrebbe portato con se la fine del mondo
- lo jus primae noctis: si dice che i signori medievali avessero il diritto di unirsi sessualmente alle spose durante la prima notte di matrimonio con precedenza sullo sposo
- la terra piatta: si dice che nel medioevo tutti credessero che la terra fosse piatta e non sferica
Queste leggende, assolutamente false, sono state l'argomento di una serie di conferenze del prof. Alessandro Barbero al Festival della Mente di Sarzana nel 2013. (In questa pagina i video delle conferenze).

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