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Secolo XIV



Europa
Dal 1346 al 1353 imperversa in Europa la pandemia detta "peste nera" importata dall'Asia. Secondo calcoli moderni il numero delle vittime si aggira sui trenta milioni.
Si verifica un importante fenomeno di abbandono del suolo coltivato che si protrarrà anche nel XV secolo. Il rapporto tra popolazione e produzione agricola risulta penalizzante e causa frequenti periodi di carestia e gravi ripercussioni demografiche. I terreni abbandonati sono in genere destinati al pascolo ma spesso vengono ricoperti dalla boscaglia e vi proliferano lupi e cinghiali.
Inizia in questo secolo in Europa l'uso della polvere da sparo con armi rudimentali come bombarde, colubrine e archibugi.

Italia
Nel 1378 rivolta dei Ciompi a Firenze.

Francia
Nel 1358 scoppia la rivolta popolare passata alla storia come Jacquerie.

Le correnti pauperistiche
L'eredità di Francesco d'Assisi risultò scomoda per la Chiesa. Il punto era se si dovesse applicare alla lettera la regola di assoluta povertà dettata dal Santo e farne norma generale per l'intero clero o se, in modo meno intransigente, il dettato di Francesco dovesse dar luogo ad uno stile di vita frugale e morigerato che tuttavia non precludesse la proprietà materiale.
La questione, che come si vede non era puramente teorica, fu origine di una spaccatura dell'Ordine Francescano in due correnti di pensiero: gli spirituali si battevano per l'assoluta povertà, i conventuali sostenevano invece che la Chiesa dovesse disporre dei mezzi economici necessari per lo svolgimento della sua missione e per la pratica caritatevole di aiutare i bisognosi.
Importante è considerare l'entità di quanto veniva messo in discussione dagli spirituali, il discorso non riguardava soltanto la possibilità di disporre di nuovi mezzi finanziari, di beni mobili o immobili ma, per immediata estensione, andava a delegittimare il potere temporale della Chiesa, e proprio in un periodo in cui pontefici come Innocenzo III e Bonifacio VIII sostenevano la superiore autorità del Papato rispetto al potere imperiale o a qualsiasi altra istituzione laica.
La polemica, come è ovvio, uscì ben presto dall'ambito strettamente clericale.
Quando Marsilio da Padova, un dotto spirituale, pubblicò il suo Defensor Pacis nel quale negava il diritto della Chiesa di interferire nelle cose dello stato, venne scomunicato da Giovanni XXII e si avvicinò all'imperatore Ludovico il Bavaro il quale scese in Italia nel 1328 e fece eleggere l'antipapa Niccolò V dichiarando deposto Giovanni XXII.
Le potenze europee presero posizione, si rischiò la guerra: quando lo schieramento filopapale elesse Carlo IV di Lussemburgo come imperatore contrapponendolo a Ludovico fu chiaro che la questione ormai poteva essere disputata solo sul piano militare e se lo scontro non ci fu ciò non dipese dalla pacifica soluzione del contrasto ma solo dal fatto che Ludovico, ormai quasi settantenne, morì prima che avvenisse.
Paradosso amaro, a ben guardare, quello di una vicenda politica così dolorosa e non priva di aspetti violenti che prese le mosse dall'interpretazione del pensiero del Poverello, ma infondo dimostra semplicemente che la logica del potere non si basa sulla santità di uomini come Francesco ma ha altre e molto più condivise origini nel profondo della natura umana.

Letteratura

Dante Alighieri completa la Divina Commedia e muore a Ravenna nel 1321.
In questo secolo vive e opera Francesco Petrarca (1304-1374) generalmente considerato precursore dell'Umanesimo. Il contemporaneo Giovanni Boccaccio (1313-1375), pur essendo ancora legato alla cultura medievale, comincia ad interpretare la realtà che lo circonda in modo esente dal condizionamento religioso tanto importante nelle generazioni precedenti.
In generale il Trecento è considerato da molti studiosi il secolo in cui ebbe inizio il Rinascimento o, comunque, il secolo in cui se ne crearono le premesse.

Re di Francia
1285 - 1314 - Filippo IV il Bello
1314 - 1316 - Luigi X il Testardo
1316 - 1316 - Giovanni I Postumo
1316 - 1322 - Filippo V l'Alto
1322 - 1328 - Carlo IV il Giusto
1328 - 1350 - Filippo VI il Fortunato
1350 - 1364 - Giovanni il Buono
1364 - 1380 - Carlo V il Saggio
1380 - 1422 - Carlo VI il Beneamato

Re di Aragona
- Giacomo II d'Aragona - 1283 - 1327
- Alfonso IV d'Aragona - 1327 - 1336
- Pietro IV d'Aragona - 1336 - 1387
- Giovanni I d'Aragona - 1387 - 1396
- Martino I d'Aragona detto il Vecchio- 1396 - 1410

Regno di Napoli
- 1285 - 1309 - Carlo II
- 1309 - 1343 - Roberto I
- 1343 - 1382 - Giovanna I
- 1382 - 1386 - Carlo III
- 1386 - 1414 - Ladislao I
- 1382 - 1384 - Luigi I
- 1384 - 1417 - Luigi II

Papato
1294 - 1303 - Bonifacio VIII
1303 - 1304 - Benedetto XI
1305 - 1314 - Clemente V
1314 - 1316 - sede vacante
1316 - 1334 - Giovanni XXII
1328 - 1328 - Nicola V antipapa
1334 - 1342 - Benedetto XII
1342 - 1352 - Clemente VI
1352 - 1362 - Innocenzo VI
1362 - 1370 - Urbano V
1370 - 1378 - Gregorio XI
1378 - 1389 - Urbano VI
1378 - 1394 - Clemente VII antipapa
1389 - 1404 - Bonifacio IX

Re d'Inghilterra
1272 - 1307 - Edoardo I
1307 - 1326 - Edoardo II
1327 - 1377 - Edoardo III
1377 - 1399 - Riccardo II

Sacro Romano Impero
Alberto I - 1298 - 1308
Enrico VII - 1308 - 1313
Ludovico IV - 1314 - 1347
Carlo IV - 1347 - 1378
Venceslao - 1378 - 1400

Dettaglio per anno

 
 

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