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Nauplio argonauta



Argonauta, famoso navigatore, padre di Palamede, re dell'Eubea. Tradizionalmente era considerato figlio di Posidone e della danaide Amimone.
Per motivi di cronologia Apollonio Rodio introduce (Arg. I, 134-139) una genealogia più complessa per ricollegare l'argonauta ad un omonimo discendente di Danao.
Nauplio è un pirata e mercante di schiavi al quale spesso vengono affidate le donne espulse dalle famiglie per essere vendute (es. Auge).
Per vendicare la morte del figlio Palamede, ucciso a tradimento da Ulisse, fece accendere fuochi sugli scogli in una notte di tempesta provocando il disorientamento ed il naufragio della flotta achea che tornava da Troia carica di bottino.
Secondo Apollodoro, inoltre, Nauplio - che era rimasto in patria - all'inizio della guerra spinse le donne a tradire i mariti: Clitemnestra a tradire Agamennone, Meda a tradire Idomeneo.
Nauplio odiava soprattutto Ulisse, principale responsabile della morte di Palamede, si diceva che fosse lui a convincere i Proci ad insidiare Penelope e che portò Anticlea, madre di Ulisse, al suicidio annunciandole la morte del figlio.
Pausania vide nella Pinacoteca dei Propilei un dipinto di Polignoto che raffigurava Oreste nell'atto di uccidere Egisto e Pilade che uccide i figli di Nauplio venuti in soccorso di Egisto. Quest'opera ha fatto pensare a una tradizione che voleva Nauplio non soltanto istigatore di Clitemnestra all'adulterio ma anche complice di Egisto nel colpo di stato ai danni di Agamennone.


Riferimenti letteratura:
  • Apollonio Rodio - Argonautiche
  • Licofrone - Alessandra
  • Igino - Fabulae
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica
  • Pseudo-Apollodoro - Biblioteca
  • Pausania - Descrizione della Grecia
  • Ditti Cretese - Storia della guerra troiana

  • Figli:
  • Eace
  • Palamede


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