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Venere



Antica divinità italica della bellezza e della natura primaverile.
Nella religione romana il suo culto è in un primo momento rappresentato da un'astrazione divinizzata: la radice Ven del nome Venus si riferisce alla grazia (venia) concessa dagli dei ai fedeli adoranti (veneranti, appunto).
Il primo tempio di Venere fu quello votato nel 295 a.C. da Quinto Fabio Gurgite nel corso di una battaglia contro i Sanniti. Nel corso della prima guerra punica, quando i Romani presero il monte Erice in Sicilia, iniziò a verificarsi il sincretismo fra la Venere romana e l'Afrodite greca, che ivi aveva un tempio.
Le relazioni fra il culto di Venere e la leggenda troiana, che voleva che la dea fosse madre di Enea, portarono i Romani ad attribuirle un ruolo di divinità tutelare, genitrice divina degli Eneadi, dunque degli stessi Romani.
Questo ruolo fu esaltato da Cesare (Venus Genitrix) che propagandò il mito troiano per far risalire ad Ascanio-Iulo (dunque a Venere) le origini della propria famiglia.
Molteplici gli appellativi della dea: Verticordia, che volge il cuore, in quanto teneva le fanciulle lontane dalla scostumatezza; Citerea, per il suo famoso luogo di culto a Citera, isola a sud del Peloponneso.


Riferimenti letteratura:
  • Virgilio - Eneide
  • Ovidio - Fasti
  • Ovidio - Metamorfosi
  • Macrobio - Saturnali
  • Agostino di Ippona - La città di Dio


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