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Clemente I papa



Santo, forse figlio di un liberto della casa di Tito Flavio Clemente (console 95 d.C.), secondo Ireneo fu discepolo di Pietro e Paolo.
Fu papa dall' 88 o 89 succedendo a Anacleto I.
Scrisse l'Epistola ai Corinti, in sessantacinque capitoli, in lingua greca.
La lettera menziona i presbiteri (o vescovi) e i diaconi, e presenta il vescovo come il primo dei preti ed il capo dei diaconi. Ricorda il soggiorno romano di Pietro e di Paolo, il viaggio di Paolo in Spagna e il martirio dei due Apostoli.
Costituisce il primo documento dell'intervento del vescovo di Roma nelle questioni interne di un'altra comunità cristiana. Si dice che per decreto di Traiano, Clemente fosse stato esiliato nel 97 nel Chersoneso Taurico (Crimea) e condannato ai lavori forzati nelle miniere, quindi giustiziato.
Morì nel 101 e gli successe Evaristo
Le sue reliquie sono a Roma, portate dai santi Metodio e Cirillo.
Clemente scrisse, con il nome di Clemente Romano, molte opere, ma non tutte sono attribuibili a lui stesso in quanto con il nome di Clemente Romano scrissero anche autori di epoche diverse.
Una seconda Epistola ai Corinti (sec. II) che è in realtà un'omelia, è il più antico sermone cristiano a noi noto. Vi si sottolinea il dovere al pentimento ed i caratteri generali della fede cristiana.
Oltre a due epistole alle vergini (sec. III) scritte in siriaco, si conservano le Pseudo-Clementine (sec. IV) che comprendono venti omelie in greco e dieci libri di riconoscimenti.
Costituiscono un romanzo di carattere ellenistico sui viaggi di Pietro e i conflitti con Simon Mago, sulla conversione di Clemente e il ritrovamento ed il riconoscimento dei suoi familiari.


Riferimenti letteratura:
  • Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica


    Vedi anche:
  • Cronologia dei Papi ed Antipapi





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