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Quinto Fabio Massimo Verrucoso



Uomo poliico romano di classe patrizia era già stato due volte console quando nel 217 a.C. ebbe i poteri di dittatore per fronteggiare la grave minaccia cartaginese: Annibale, dopo aver occupato in Spagna l'alleata Sagunto nel 219, aveva raggiunto e valicato le Alpi con il suo esercito ed aveva sconfitto nel 218 a.C. i Romani sul Ticino, poi sul Trebbia.
Nel 217 a.C., varcati gli Appennini, aveva di nuovo battuto i Romani presso il lago Trasimeno.
Quinto Fabio Massimo adottò una politica prudente che gli valse il soprannome di 'Temporeggiatore'.
Questa strategia gli valse l'ostilità deol suo maestro di cavalleria Marco Minucio Rufo che lo tacciava di vigliaccheria e di parte del Senato.
Durante un assenza di Fabio Massimo dalla zona delle operazioni Minucio vinse un modesto scontro che millantò in una lettera al Senato come una grande vittoria e, con provvedimento affatto inedito, i senatori decisero di equiparare i poteri del maestro di cavalleria a quelli del dittatore.
Ottenuto il comando supremo di due delle quattro legioni disponibili, Minucio cadde presto in una trappola tesagli da Annibale e si salvò solo grazie al tempestivo intervento di Fabio Massimo. A questo punto Minucio riconobbe lealmente la superiorità del dittatore e rinunciò alla parità nel comando.
Comunque, stanchi dell'attesa i Romani nel 216 a.C. elessero nuovi consoli (Terenzio Varrone e Paolo Emilio) che il 2 agosto 216 a.C. subirono a Canne la più grave sconfitta militare della storia romana.
Fabio Massimo fu di nuovo eletto Dittatore e riprese la politica di attesa.
Cadde poi in miseria fino al 215 a.C. quando, vincendo i suoi rivali politici, riuscì a raggiungere i vertici del potere e rimanervi per tre anni. La fine del suo successo viene attribuita al nepotismo che dimostrò tentando di imporre il figlio nelle più alte cariche statali. Furono suoi collaboratori i fratellastri Marco Claudio Marcello e Tito Otacilio Crasso, entrambi comandanti in occasione della ribellione siciliana del 213 a.C.


Riepilogo consolati:
223 a.C. con Manio Pomponio Matone
228 a.C. con Spurio Carvilio Massimo
217 a.C. dittatore
215 a.C. console suffectus
214 a.C. con Marco Claudio Marcello
209 a.C. con Quinto Fulvio Flacco


Riferimenti letteratura:
  • Polibio di Megalopoli - Storie
  • Livio - Storia di Roma
  • Virgilio - Eneide


    Vedi anche:
  • Cronologia dei magistrati romani



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