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Platone



Aristocle, soprannominato Platone (dalle larghe spalle), figlio di Aristone e Perittione, nacque ad Atene nel 427 a.C.
Di famiglia aristocratica, intraprese in gioventù l'attività politica ma, disgustato da varii eventi, fra cui l'esecuzione di Socrate, se ne allontanò per dedicarsi definitivamente alla filosofia.

Dopo la morte di Socrate (399 a.C.) si trasferì presso Euclide di Megara, quindi viaggiò a Cirene, in Egitto, nelle colonie greche in Italia meridionale ed in Sicilia, qui conobbe gli insegnamenti della filosogia pitagorica.
Venuto in contrasto con il tiranno Dionisio il Vecchio di Siracusa, fu da questi fatto schiavo e venduto a Egina. Riscattato dal suo ammiratore Anniceride di Cirene tornò ad Atene nel 387 ed iniziò il suo insegnamento nel giardino di Academo, dal quale la sua scuola prese il nome di Accademia. Successivamente soggiornò ancora in Sicilia, presso Dionisio il Giovane. Un terzo soggiorno in Sicilia si svolse quando aveva settantasette anni.

Platone morì ad Atene ad ottantuno anni.

Per Platone accanto all'anima razionale, la cui virtù è la saggezza, l'uomo è dotato di un'anima irascibile che presiede alle passioni più alte e la cui virtù è la fortezza, e di una concupiscibile che presiede agli appetiti più bassi e la cui virtù è la temperanza.
Da questo modello Platone deriva il suo ideale sociale in cui i filosofi dovranno governare, i guerrieri difendere ed i produttori provvedere ai bisogni naturali.
Per conciliare l'opposizione evidenziata da Socrate tra le sensazioni instabili ed i concetti permanenti, Platone affermò che la materia è imitazione di principi razionali (o idee) realmente esistenti al di fuori della nostra mente e ordinati gerarchicamente in un sistema che ha al suo vertice l'idea del Bene.
La conoscenza intellettuale consiste nella riminescenza (anamnesi) del mondo delle idee nel quale l'anima è esistita prima di incarnarsi e alla quale tornerà dopo una serie di incarnazioni (metempsicosi).
Dante colloca Platone fra gli Spiriti Magni che risiedono nel Limbo.


Opere

  • Critone
  • Apologia di Socrate
  • Protagora
  • Gorgia
  • Simposio
  • Fedone
  • Repubblica
  • Fedro
  • Teeteto
  • Timeo

    Il Timeo è il più letto e studiato dei Dialoghi di Platone. Ne sono protagonisti Socrate, Crizia, Ermocrate e Timeo di Locri (un pitagorico noto solo da questo dialogo). I personaggi si incontrano per continuare il discorso sulla città ideale (discorso iniziato nella Repubblica), della quale dovranno dare una descrizione Crizia ed Ermocrate, dopo aver ascoltato la spiegazione dell'origine ontologica del cosmo e dell'uomo fatta da Timeo. Dunque il Timeo doveva essere seguito da un Crizia (che Platone compose solo in modo frammentario) e da un Ermocrate che non fu mai scritto.

    La concezione dello stato in Platone

    Fra le forme di stato esistenti Platone identifica sei tipi di governo. Si hanno Monarchia, Aristocrazia e Democrazia se i governanti sono buoni, in caso contrario a queste forme corrispondono Tirannide, Oligarchia, Demagogia.

    Nella repubblica ideale Platone vede il governo assegnato ai filosofi e distingue la popolazione in tre classi: i custodi governati (i filosofi), i custodi militari ed i lavoratori. Le tre classi corrispondono alle tre anime dell'individuo: razionale, passionale, appetitiva.
    Sono inoltre requisiti necessari per questo tipo di stato:
    - dimensioni territoriali limitate
    - parità delle donne
    - comunanza dei figli (modello spartano di Licurgo)
    - comunanza dei beni perché la proprietà privata genera discriminazioni e queste il disordine o la guerra civile.




    Riferimenti letteratura:
  • Cicerone - La Repubblica
  • Agostino di Ippona - La città di Dio
  • Divina Commedia - Inferno


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