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Vulci



Città etrusca nei pressi dell'odierna Montalto di Castro (VT), lungo il fiume Fiora.
Il parco naturalistico e archeologico di Vulci comprende una necropoli, importanti rovine ed un museo archeologico. Fra le più importanti tombe della necropoli è la Tomba François, scoperta nel 1857 da Alessandro François, i cui affreschi rappresentano le imprese dei fratelli Aulo e Cele Vibenna e di Servio Tullio. Gli affreschi comprendono anche varie iscrizioni fra le quali Cneve Tarkunies Rumach (Cneo Tarquinio Romano)1 che è considerato un riferimento alla dinastia dei Tarquini che regnò su Roma.

Fu città-stato e svolse importanti commerci con la Grecia e con l'Asia.
In età arcaica fu collegata alle vicende della monarchia romana, pare infatti che Servio Tullio si chiamasse in realtà Mastarna e fosse originario di Vulci.
Nel III secolo a.C. la penetrazione romana ridusse il territorio e l'importanza di Vulci che comunque sopravvisse nel periodo imperiale fino ad essere abbandonata nell'VIII secolo d.C.

Sulle vicende dei fratelli Aulo e Cele Vibenna, due personaggi probabilmente di rango elevato che lasciarono la città con un'armata dirigendosi verso sud, abbiamo anche un discorso che l'imperatore Claudio pronunciò in senato e che fu trascritto sulla Tabula Lugdunensis. Secondo questo racconto i Vibenna giunsero a Roma e aiutarono Tarquinio Prisco nelle guerre locali, furono premiati con la concessione di stabilirsi sul Mons Quaerquetulanus che da Cele Vibenna prese il nome di Celio. Il loro luogotenente Mastarna assunse un nome latino e in seguito regnò su Roma come Servio Tullio. La principale differenza fra il racconto di Claudio e la storia narrata dagli affreschi di Vulci consiste nel modo in cui questo gruppo di Etruschi si stabilì a Roma: pacifico secondo Claudio, violento secondo le raffigurazione della tomba. Nel secondo caso, che per vari motivi sembra il più probabile, da Vulci sarebbe venuta nel settimo secolo una forza militare in grado di sottomettere Roma e poi di mantenerne il controllo per almeno una generazione.


Note:
1. Robert Maxwell Ogilvie - Early Rome and the Etruscans

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