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Publio Virgilio Marone



Publio Virgilio Marone nacque a Mantova il 15 ottobre del 70 a.C.
La sua famiglia apparteneva alla piccola borghesia locale e possedeva una tenuta presso il Mincio. Venne avviato allo studio della grammatica e poi della retorica a Cremona e a Roma.
Durante il suo periodo di studi Virgilio rinunciò alla retorica ed all'eloquenza (quindi ad ogni ambizione politica) per dedicarsi alla letteratura prima ed alla filosofia epicurea poi, sotto la guida del maestro greco Sirone che abitava nei dintorni di Napoli.
Verso il 45 Virgilio si trasferì a Napoli con tutti i familiari poiché la tenuta era stata confiscata dal triumvirato che operava gli espropri in favore dei veterani.
L'anno successivo Virgilio iniziò a scrivere le Bucoliche. Come già Lucrezio è guidato dalla concezione epicurea ad esplorare i fenomeni naturali.
Grazie all'interessamento degli amici, il poeta Cornelio Gallo ed Asinio Pollione, pare sia riuscito ad ottenere la restituzione della tenuta confiscata o la sua compensazione in denaro.
Le Bucoliche furono pubblicate verso la fine del 39, seguirono le Georgiche, opera didascalica sulla coltivazione della terra.
Il poema si articola in quattro canti in cui la natura si armonizza con l'uomo attraverso la vita rurale ed il lavoro dei campi. I quatto canti nell'ordine riguardano: fenomeni di carattere generale, come il moto degli astri; la coltivazione degli alberi e della vite; l'allevamento del bestiame; l'apicoltura.
Ad ogni canto è associata una digressione:
1) i prodigi che accompagnarono la morte di Cesare,
2) elogio dell'Italia,
3) peste epizotica nel Norico (Alpi Tirolesi);
4) leggenda di Aristeo, primo apicoltore, mito di Orfeo ed Euridice.
Si ritiene che questi ultimi brani sostituirono un originale elogio di Gallo che aveva offeso Ottaviano e si era suicidato.
Le Georgiche furono compiute nell'estate del 29. All'incirca nello stesso periodo fu avviata l'Eneide che Virgilio portò avanti fino alla morte avvenuta nel 19 a.C. nel corso di un viaggio in Grecia.
Il poema alla morte dell'autore era incompiuto, i poeti Vario e Tucca furono incaricati da Ottaviano di curarne la pubblicazione nonostante l'autore avesse chiesto di distruggerla perché non aveva avuto il tempo di rivederla e perfezionarla.

Opere
  • Georgiche
  • Bucoliche
  • Eneide



    Riferimenti letteratura:
  • Aurelio Vittore - Vite degli Imperatori Romani
  • Divina Commedia - Inferno
  • Divina Commedia - Purgatorio




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