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Ercolano



Comune della Campania nella città metropolitana di Napoli, conta circa 50.000 abitanti.
Assunse la enominazione di Ercolano nel 1969, in precedenza si chiamava Resina dal nome di un piccolo centro formatosi nel Medioevo nei pressi della città antica.
Ercolano è universalmente nota per gli scavi della città romana distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79. Insieme ai siti archeologici di Pompei e di Oplontis fa parte della lista dei patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
Secondo un mito narrato da Dionigi di Alicarnasso fu fondata da Eracle, mentre la più accreditata ipotesi la vuole fondazione degli Etruschi nel decimo secolo a.C., conquistata dai Sanniti nel quinto secolo a.C.
Nel corso della guerra sociale (90-88 a.C.) fu occupata da Silla che ne fece un municipium. Divenuta rapidamente meta di villeggiatura del patriziato romano fu arricchita con la costruzione di ville signorili, impianti termali e un acquedotto.
Nel 62 a.C. fu gravemente danneggiata da un terremoto ed era ancora in corso di ricostruzione quanto fu completamente distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che generò una immensa nube tossica uccidendo tutta la popolazione.
Nel 1709 il nobile francese Emanuele Maurizio d'Elbeuf, venuto a conoscenza di alcuni rinvenimenti casuali di reperti, iniziò a scavare a proprie spese e riportò alla luce molti marmi dell'antico teatro iniziando in questo modo la riscoperta di Ercolano. I lavori di scavo furono ripresi nel 1738 e proseguiti con relativa continuità. Dal 1755 al 1792 operò una Accademia Ercolanense che documentò gli scavi e le scoperte con le proprie pubblicazioni.
Nel 1927 fu recuperata gran parte dell'abitato con il foro e vari edifici pubblici. Negli anni ottanta fu scoperto l'antico porto con centoventi cadaveri di coloro che cercarono sulla spiaggia di scampare all'eruzione.


Riferimenti letteratura:
  • Dionigi di Alicarnasso - Storia di Roma Antica
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Giovanni Xifilino - Compendio di Dione Cassio



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