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Temeno



Figlio di Aristomaco o di Eracle, è citato negli elenchi dei re degli Achei.
Quando gli Eraclidi conquistarono il Peloponneso, tre di loro si divisero il territorio tirando a sorte.
A Temeno toccò Argo, a Cresfonte (che aveva barato) la Messenia e ad Aristodemo andò Sparta.
Cresfonte fu ucciso da un parente di nome Polifonte che pretese di sposare Merope, moglie della sua vittima.
Merope riuscì a mettere in salvo il figlio Telefonte e quando questi fu cresciuto vendicò il padre uccidendo Polifonte.
Temeno aveva quattro figli maschi (Ciso, Falce, Agreo e Cerine, i Temenidi di cui parlava una tragedia perduta di Euripide), e una figlia di nome Irneto che sposò Deifonte. La fiducia che il padre riponeva nel genero fece ingelosire i figli che uccisero Temeno ma l'esercito affidò il potere a Deifonte che cacciò i parricidi. Così in Apollodoro mentre in Pausania Ciso prende il potere e Deifonte deve fuggire in Epidauro.
In alcune versioni Temeno è padre di Clito e di Archelao.


Riferimenti letteratura:
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica
  • Igino - Fabulae
  • Velleio Patercolo - Storia romana
  • Pseudo-Apollodoro - Biblioteca
  • Pausania - Descrizione della Grecia






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