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STRABONE

GEOGRAFIA


(Sintesi parziale)

L'Italia (Libri V - VI).

Libro V - 1

1 - Introduzione. I confini dell'Italia: Stretto di Messina, Golfo di Taranto, Liguria, Istria.
2 - Strabone tenta di immaginare la forma geometrica dell'Italia e conclude che sia pressochè quadrangolare.
3 - Le "parti" dell'Italia. La base delle Alpi è curva e sinuosa con la concavità rivolta verso l'Italia. La concavità è occupata dal paese dei Salassi (Piemonte), le estremità sono in Liguria ed al vertice dell'Adriatico.
Sotto le Alpi si estende la Pianura Padana limitata dalle coste venete e dall'Appennino.
Il resto dell'Italia termina da un lato con lo stretto di Sicilia, dall'altro al capo Iapigio.
4 - La Pianura Padana e i suoi centri. - regione assai fertile divisa dal Po nelle regioni Cispadana e Transpadana.
La Cisalpina è abitata da Celti e Liguri.
La Transpadana da Celti e Veneti.
Due ipotesi sull'origine dei Veneti, Celti del Nord Europa o profughi di Troia (Antenore).
I Veneti furono in passato famosi per l' allevamento dei cavalli, anche Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, avrebbe voluto un allevamento di cavalli veneti.
5 - La regione dei Veneti abbonda di fiumi e paludi.
Si irrigano i campi con canali e si prosciugano le paludi come nel Basso Egitto.
6 - Anticamente dunque la regione intorno al Po era abitata dai Celti: Boi, Insubri, Senoni e Gesati.
Successivamente i Boi furono vinti e cacciati dai Romani (191 a.C.) e si trasferirono in Istria. Rimangono invece gli Insubri il cui centro è Mediolanum. Le altre città importanti della Transpadania sono: Verona, Brixia, Mantua, Regium e Comum.
Como era uno stanziamento modesto finchè nell'89 a.C. Pompeo Strabone, padre di Pompeo Magno non vi inviò dei coloni, ulteriori insediamenti ne fecero poi una città importante.
Vicino a Como il lago Lario, alimentato dal fiume Adda.
7 - Più vicina alle paludi costiere sorge Patavium (Padova), la più importante della regione, ricordata per l' intenso commercio con Roma.
Fra le paludi sorge Ravenna, costruita interamente in legno e attraversata dall'acqua.
L'effetto delle alte maree che rimuove il fango evita la malaria e rende salubre il luogo.
Anche Altinum (Altino, presso Treviso) è in posizione simile a quella di Ravenna.
8 - Altre città della Transpadania orientale : Opitergium (Odezzo), Concordia Sagittaria, Adria, Vicetia (Vicenza).
Adria fu città illustre e diede il nome al Mare Adriatico.
Aquileia, la più vicina al mare, è fondazione romana, serve da emporio agli Illiri.
9 - Lungo le rive del fiume Timavo si ricorda il culto dell'eroe Diomede.
Dopo il Timavo c'è il litorale degli Istri fino a Pola, con la fortezza di Tergeste (Trieste).
10 - La Cispadania si estende fra il Po e gli Appennini fino a Genova e Vado Ligure (Vada Sabatia).
Cacciati dai Romani i Boi è ora abitata dai coloni romani mischiati a Umbri ed Etruschi.
Anticamente Umbri ed Etruschi erano rivali e si scontravano spesso.
11 - Sono famose città della Cispadania : Placentia e Cremona. Quindi Parma, Mutina e Bononia, Acora, Regium Lepidum (Reggio Emilia), Macri Campi (Magreta), Claterna (S.Maria di Quaderna), Forum Cornelium (Imola), Faventia (Faenza) e Cesena.
Ariminum (Rimini) è colonia degli Umbri come Ravenna, entrambe hanno accolto colonie romane.
Sopra Piacenza c'è la città di Ticinum (Pavia), poi Clastidium (Casteggio), Dertona (Tortona) e Aquee Statiellae (Aqui).
Molte paludi della Cispadania furono prosciugate da M.Emilio Scauro, il console che nel 115 a.c. vinse i Liguri.
12 - Fertilità e ricchezza della Cispadania.- Allevamenti dei suini, produzione di miglio, lavorazione della pece. Abbondante produzione di vino. Produzione di lana nella zona di Modena.

Libro V - 2

1 - La Liguria, la Tirrenia, L'Aithalia, la Corsica, la Sardegna.
La Liguria ha terreno praticamente sassoso che rende difficile l' agricoltura, nondimeno è ben popolata.
La regione contigua è quella dei Tirreni, bagnata dal Tevere, dal Mar Tirreno e dal Mar Sardo.
La regione dei Tirreni confina con l'Umbria e la Sabina dalle quali è separata dal Tevere.
La regione dei Latini è delimitata dal litorale, fra Ostia e Sinuessa, e dalla Sabina.
La Sabina è situata fra i Latini e gli Umbri.
Gli Umbri abitano fra la Sabina e la Tirrenia ed il loro territorio arriva fino ad Ariminum e a Ravenna.
2 - I Tirreni sono noti ai Romani come Etruschi o Tusci, sarebbero originari della Lidia.
Leggenda di Tirreno, fondatore della Dodecapoli.
Tarconte, primo legislatore etrusco.
I Tirreni potenti, poi dispersi dai vicini si danno alla pirateria. Giunge Demarato, esule da Corinto, e si stabilisce a Tarquinia.
Suo figlio Lucio Tarquinio Prisco diviene amico del re di Roma Anco Marzio al quale succede.
3 - Gli abitanti di Caere combatterono contro i Galli che avevano saccheggiato Roma (390 a.c.) recuperando parte del bottino ed aiutando i Romani.
I Romani, poco riconoscenti, concessero a Caere la Civitas Sine Suffragio.
Fama di Caere presso i Greci.
Fonti Ceretane (oggi Bagni del Sasso), presso Cerveteri.
4 - Digressione sui Pelasgi per dire che si unirono agli esuli di Tirreno e che quindi anche da loro, oltre che dai Lidi discenderebbero gli Etruschi.
5 - Varie misurazioni della Tirrenia.
La città di Luna (Luni) ha un porto molto grande.
Vi sono cave di marmo bianco da cui provengono molte forniture a Roma.
La città di Luca (Piacenza).
Pisa, fondata dai greci di Nestore dopo la guerra di Troia. E' sulla confluenza dei fiumi Arno e Ausar (Serchio).
Legname a Roma da Pisa.
6 - Volterra, su un' altura scoscesa. Fu sede di una ribellione contro Silla che l'assediò per due anni.
Populonia, unica città etrusca collocata proprio sul mare.
Da Populonia si possono vedere la Sardegna, la Corsica e l' isola di Aithalia (Elba).
Dalle miniere di Aithalia proviene il ferro.
All'Elba sarebbe approdata la nave di Argo di Giasone (Portoferraio si chiamava Argo).
7 - La Corsica. - Scarsamente popolata, sassosa, abitanti selvaggi.
Anche gli schiavi provenienti dalla Corsica sono apatici o ribelli.
Misurazione della Corsica e della Sardegna.
Parte della Sardegna è rocciosa e non del tutto pacificata, ha anche terra fertile e produce molto grano.
Fra le città Calaris (Cagliari) e Sulci (S.Antioco).
Il clima è insalubre.
Brigantaggio.
In origine abitata da autoctoni e Tirreni passò ai Cartaginesi fino alla conquista romana (238 a.C.).
Quattro popoli fra le montagne sarde: Parati, Sossinati, Balari e Aconiti, tutti dediti al brigantaggio, abitano in caverne.
8 - Tornando alla costa toscana, dopo Populonia si trova Cosa, situata a breve distanza dal mare, su una collina. C'è il porto di Ercole ed una laguna. Il luogo è propizio per la pesca del tonno che si avvicina alla costa in cerca di molluschi.
Insediamenti lungo la costa fra Cosa e Ostia: Gravisca, Pyrgi, Alsium, Fregene, Regisvilla.
A Pyrgi, porto di Caere, si trova l'antico santuario pelasgo, depredato nel 384 a.C. da Dionisio di Siracusa.
9 - Nell'entroterra Toscano Arretium, Volsinii, Sutrium e Perusia, e piccoli agglomerati : Blera, Ferentinum, Falerii, Faliscum, Nepete, Statonia.
Ai piedi del Monte Soratte si trova la città chiamata Feronia, dal nome di una divinità locale nel cui santuario si celebra una singolare cerimonia : coloro che sono posseduti da un demone camminano indenni sui carboni ardenti.
La regione è ricca di laghi fra cui il Cimino (lago di Vico), il lago di Volsinii (Bolsena), quello di Clusium (Chiusi) e il lago Sabate (Bracciano). Il più lontano da Roma è il lago Trasimeno, nei cui pressi si trovano valichi appenninici che furono utilizzati da Annibale.
10 - L'Umbria . - La Tirrenia confina ad Est con L'Umbria.
Il territorio degli Umbri inizia a sud di Ravenna.
Al di qua degli Appennini Otricoli e Narni, con il fiume Nar (Nera), Caruli (presso Acquasparta), Bevania (Bevagna), Forum Flaminium, Nuceria, Fossombrone.
Interamnia (Terni), Spoletium, Aesium (Iesi), e Camertes (Camerino), Amelia, Todi, Spello, Gubbio.
La regione è fertile ma montagnosa.

3

1 - La Sabina - Un territorio stretto dalla città di Nomentum (Mentana) fino ai monti Vestini.
Poche città impoverite dalle guerre : Amiternum (presso l' Aquila) e Reate (Rieti), Interocrea (Antrodoco), Cures da cui provennero Tito Tazio e Numa Pompilio e da cui deriva il nome di Quiriti.
I Sabini coltivano olive, uva e ghiande ed allevano il bestiame; rinomati i muli di Rieti.
Nel territorio passano la Via Salaria e la Via Nomentana che partono da Roma dalla porta Collina.
2 - Il Lazio e Roma .- All'epoca della fondazione di Roma occupavano il Lazio gli Equi, i Volsci, gli Ernici, i Rutuli e gli Aborigeni.
Strabone riepiloga rapidamente la vicenda di Enea, di Ascanio e della fondazione di Alba, quindi passa a quella di Romolo con altrettanta concisione.
3 - Leggenda alternativa. Evandro e Carmenta.
Evandro fondatore di Roma. Carmenta predice il destino di Ercole.
4 - I Romani sottomisero i Latini, poi i Rutuli, gli Equi, i Volsci e gli Ernici.
Essendosi sottomesse tutte le città vicino Roma è chiamata latina la costa fra Ostia e Sinuessa.


Libro XIII

Lungo la costa delle Propontide si trova la Troade. La costa della Propontide va dalla Cizicena a Abido e a Sesto. Fra Abido e Lecto si trova il monte Ida che domina Ilio, Tenedo e Alessandria della Troade. Fra il monte e il fiume Caico sono Asso, Adramitto, Atarnea, Pitane, più oltre Cime, il fiume Ermo e Focea al confine fra Ionia e Eolide.
Omero definisce il territorio di Troia fra l'Esepo e la Cizicene e lo considera diviso in otto o nove principati, autori posteriori forniscono indicazioni diverse soprattutto a causa delle molte colonie eoliche sorte nella zona che mutarono i confini del territorio. La spedizione dei coloni fu guidata da Oreste e poi da suo figlio Pentilo che si spinse fino in Tracia. Acheloo figlio di Pentilo colonizzò Cizicene presso Dascilio, suo figlio Grao giunse al fiume Granico, quindi passò a conquistare l'isola di Lesbo.
Poiché molti autori forniscono dimensioni e confini diversi della Troade, Strabone precisa di considerare la Troade propriamente detta il territorio del monte Ida e la costa della Propontide da Abido all'Esepo.
I promontori di Lepto e Cane delimitano un grande golfo ai piedi dell'Ida detto Golfo Ideo.
Dalle opere di Omero si può evincere come tutta questa costa fosse soggetta ai Troiani, divisa in nove principati tutti dipendenti da Priamo che avevano in comune il nome di Troia mentre Ilio doveva essere il nome della città propriamente detta.
All'inizio della guerra Achille conquistò numerose città in questo territorio nel quale si comprendevano anche la costa antistante l'isola di Lesbo, i dintorni di Tebe, Lirnesso, Pedaso e la parte della Misia da cui proveniva Euripilo figlio di Telefo.
A Lirnesso Achille uccise Minete e Epistrofo e catturò Briseide, mentre Criseide fu fatta prigioniera a Tebe che era anche patria di Andromaca. Il terzo principato fu quello dei Lelegi. Priamo sposò una figlia del loro re Alte e generò Licaone e Polidoro.
Seguono i Troiani comandati da Ettore, quelli di Enea, i Licii di Pandaro, gli abitanti di Abido soggetti a Asio, gli abitanti del territorio oltre Abido fino a Adrastea governati dai figli di Merope, infine anche la Cilicia era divisa in due parti che facevano capo a Lirnesso e Tebe o in tre se si vuole comprendere il paese di Euripilo.
Questa era la situazione ai tempi della guerra di Troia, in seguito cambiò a causa delle invasioni dei Frigi, Traci, Bebrici e Driopi. I Lidii occuparono le pianure di Tebe e il paese che fu di Teutrante e di Telefo.
In base alle precedenti osservazioni, Strabone considera l'Eolide e la Troade unite in un solo corpo come ai tempi di Omero, salvo scendere in seguito nel dettaglio per esaminare le mutazioni.
La Troade di Omero iniziava quindi oltre Cizico e l'Esepo. A centonovanta stadi da Cizico si trovava Zalea ai piedi dell'Ida. Su una collinetta presso la foce dell'Esepo si trovava il sepolcro di Memnone figlio di Tritone.
Fra il fiume Esepo e la città di Ilio scorre il Granico presso il quale Alessandro sconfisse i satrapi di Dario. Al confine della Cizicene si trova il luovo detto Arpagea dove secondo alcuni fu rapito Ganimede.
Priapo è una città costiera fondata dai Milesi o dai Ciziceni, la zona di Priapo era nota per il vino e forse da questo veniva il nome della città dato che Priapo era considerato figlio di Dioniso.
La città di Adrastea si trovava fra Priapo e Pario e aveva preso il nome del re Adrasto che vi aveva fatto costruire un tempio di Nemesi in seguito andato distrutto.
Pario era una città marittima con un grande porto, in passato il suo territorio era cresciuto a spese di quello di Priapo. La città fu edificata da Milesi, Eritrei e abitanti dell'isola di Paro. Si diceva inoltre che vi abitassero gli Ofiogeni immuni ai veleni dei serpenti dai quali sarebbero discesi gli Psilli della Libia.
Tra Pario e Priapo era la città di Proconneso con una cava di marmi pregiati.
Anche Lampsaco è sulla costa ed ha un buon porto. Nei pressi di Lampsaco si trovavano Gallipoli e Peso, quest'ultima colonia dei Milesi che fu distrutta e gli abitanti si trasferirono a Lampsaco.
Colonia dei Milesi era anche Colone nell'entroterra lampsaceno; un'altra Colone si trova non lontana da Ilio e pare che vi nascesse Cicno, altre città con lo stesso nome erano nel territorio di Eritre, in Focide e in Tessaglia.
Presso Lampsaco è Gergizio che produce un vino pregiato. Nativi di Lampsaco furono lo storico Carone, il retore Anassimene, Metrodoro scolaro di Epicuro. Lo stesso Epicuro si trattenne per molto tempo a Lampsaco.
Dopo Lampsaco si trova Abido. Fra le due città scorrono i fiumi Selleente e Prazio. E' complesso identificare in questa regione i luoghi citati da Omero perché alcune città non esistevano ancora ai tempi della guerra di Troia, inoltre la Troade e la Tracia presentavano molte ripetizioni nelle rispettive toponomastiche e anche nei nomi di persona.
Abido fu fondata dai Milesi con il permesso di Gige re dei Lidi che dominava quei luoghi. Si trova sullo stretto fra Propontide e Ellesponto ed è equidistante da Lampsaco e Ilio. Serse volle congiungere Abido con un ponte a Sesto, sull'opposta sponda europea nel Chersoneso. La corrente facilita la navigazione da Sesto a Abido mentre chi vuole traversare in senso opposto deve allungare il percorso e risalire oltre Sesto per non essere respinto dalla corrente. Dopo la guerra di Troia Abido fu abitata dai Traci poi dai Milesi. Fu incendiata da Dario padre di Serse.
Oltre Abido si incontrava Astira, poi distrutta, un tempo aveva miniere d'oro che si esaurirono.
Inizia il paese di Ilio con la spiaggia fino a Lecto e il monte Ida. Probabilmente qui esisteva anche una città di nome Dardania citata da Omero ma scomparsa ai tempi di Strabone.
Platone parlava di tre stadi della civiltà dopo il diluvio e li riconosceva in Omero: il primo stadio è quello barbarico dei Ciclopi, Dardano e i suoi discendenti rappresentano lo stadio intermedio e Ilo, fondatore di Ilio, la civiltà più evoluta. Ilio era un piccolo borgo con un tempio di Atena che fu molto ingrandito da Alessandro Magno epoi da Lisimaco che dopo averla ripopolata cammbiò il nome in Alessandria.
La città fu danneggiata dai Romani di Fimbria durante la Guerra Mitridatica. Fimbria eliminò il console Valerio Flacco suo comandante e si impadronì dell'esercito, assediò Ilio e la espugnò in undici giorni. Silla eliminò Fimbria e concluse la guerra, quindi indennizzò gli Iliesi con molti benefici. Giulio Cesare confermò agli Iliesi il territorio che avevano posseduto e li esentò da ogni tributo perché i Romani si consideravano discendenti dei Troiani e Cesare, in particolare, si riteneva discendente da Iulo figlio di Enea.


Libro XIV

Il libro riguarda le isole Cicladi, la Panfilia, l'Isauria, la Cilicia, la Lidia e la Pisidia.
Il popolo dei Carii occupava i luoghi intorno a Micale e ad Efeso, mentre i Lelegi abitavano il litorale fino a Focea. Carii e Lelegi furono scacciati dagli Ionii e si ritirarono all'interno.
Capo dei coloni ionici era Androclo figlio di Cofro e fondatore di Efeso.
Mileto fu fondata da Neleo di Pilo, Miunte da Cidrelo figlo illegittimo di Codro, Lebedo da Androcopo, Colofone da Andremone, Priene da Epito figlio di Neleo, Eritra da Nopo figlio illegittimo di Codro, Focea dall'ateniese Filogene, Chio da Egertio, Samo da Timbrione.
Successivamente gli Efesii fondarono la colonia di Smirne> nel territorio dei Lelegi.
Strabone passa a nominare i luoghi e gli eventi di principale interesse di Mileto e di Efeso.
A Mileto si trovava il tempio di Apollo, ricostruito dopo essere stato bruciato dai Persiani. La città aveva quattro porti.
I Milesi fondarono numerosissime colonie lungo le coste dell'Asia Minore.
A Mileto nacquero Talete, uno dei Sette Sapienti, Anassimandro ed Anassimene, Ecateo e l'oratore Eschine.
Molte furono le disavventure di Mileto, conquistata prima dai Persiani poi da Alessandro. Si ricordava che il poeta Frinico fu multato per aver composto una tragedia su Mileto presa da Dario.
Presso Mileto si trovano l'isola Lade e la città di Eraclea. A trecento stadi da Mileto sorgeva Miunte che Serse donò a Temistocle insieme a Magnesia al Meandro e Lampsaco.
A Magnesia sul Meandro segue Priene, patria di Biante, quindi il promontorio Micale proteso verso l'isola di Samo.
Di quest'isola Strabone ricorda un tempio dal quale Augusto portò a Roma le statue di Atena, Ercole e Giove opera di Mirone che collocò sul Campidoglio.
La ricchezza di Samo la rese spesso vittima di tentativi di conquista e di tirannie come quella di Policrate e di suo fratello Silofonte.
Di Policrate si raccontava che aveva gettato in mare un prezioso anello a scopo scaramantico ma poco dopo un pescatore gli aveva offerto un pesce che aveva quell'anello nella pancia. Venuto a conoscenza dell'episodio il re d'Egitto ne trasse cattivo auspicio ed in effetti Policrate morì per mano di un satrapo persiano.
Nacquero a Samo Anacreonte e Pitagora, quest'ultimo lasciò l'isola per sfuggire alla tirannia di Policrate.
Quanto a Silofonte si diceva che ricevette la tirannia da Dario al quale, prima che diventasse re, aveva donato una veste pregiata.
La crudeltà della tirannia di Silofonte rimase proverbiale.
Samo fu assediata da Pericle e sottomessa agli Ateniesi che vi dedussero molti coloni fra i quali Nicocle padre del filosofo Epicuro.
Presso Samo sono il mare Icario e l'isola Icaria che prendono il nome da Icaro figlio di Dedalo che cadde in quel mare quando il sole sciolse la cera delle ali costruite dal padre.
Dell'isola di Icaria Strabone ricorda un tempio di Diana e due castelli detti Enoe e Dracono.
Oltre lo stretto si trova il luogo dove si celebravano le feste Panionie della confederazione degli Ioni, quindi la città di Neapoli ed il tempio di Diana Munidia che si diceva costruito da Agamennone.
Seguono il porto e la città di Panormo e la selva Origia legata nel mito al parto di Latona. Nei pressi il monte Solmisso, sede dei Cureti che distrassero Giunone con il rumore delle armi per evitare che disturbasse il parto di Latona.
In quei luoghi si celebravano cerimonie in ricordo di quei miti.

La città di Efeso era il maggior centro commerciale dell'Asia Minore. Vi si trovava un famoso tempio di Artemide. Fra gli illustri cittadini di Efeso furono il filosofo Eraclito, il legislatore Ermodoro che fu esiliato e contribuì alla stesura delle leggi di Roma, il poeta Ipponatte, il pittore Apelle e l'oratore Alessandro Licno che si occupò di politica ma anche di storia, astronomia e geografia.
Nella zona si trova la selva sacra ad Apollo nella quale si diceva che l'indovino Calcante, tornando da Troia, fu battuto da Mopso in una gara di divinazione e morì per il dispiacere.
La città di Colofone era nota per la sua invincibile cavalleria. Suoi figli illustri furono il poeta Minmerno e il filosofo Xenofane. Seguono le città di Lebedo, dove si venerava particolarmente Dioniso, e di Teo patria dello storico Ecateo.
Proseguendo si incontra un istmo con le città di Eritra e Clazomene.
Di Eritra si ricorda la Sibilla che in tempi antichi pronunciava profezie, di Clazomene il filosofo Anassagora.
Queste terre furono lasciate in eredità ai Romani da Attalo III re di Pergamo e rivendicate da Aristonico che combattè contro il console Publio Crasso e contro Marco Perpenna ed infine fu catturato e deportato a Roma dove morì in prigione. Perpenna morì di malattia e Crasso fu ucciso in combattimento.
Oltre Leuca e Focea si incontra il confine fra Ioni ed Eoli.
Terminato l'itinerario costiero, Strabone passa all'entroterra, regione abitata da Lidi, Carii e Greci lungo la strada fra Efeso e Antiochia.
Partendo da Efeso la prima città che si incontra è l'eolica Magnesia sul Meandro, ai piedi del monte Torace.
Cittadini illustri di Magnesia furono l'oratore Egesia ed il cantore Simone.
Oltre Magnesia si trova Tralli, città molto ricchi fra i cui cittadini era Pitodoro, padre di Pitodoride regina del Ponto regnante ai tempi di Strabone.
A Magnesia segue Nisa, lungo la strada fra le due città sorgeva un tempio di Giunone e Plutone frequentato da fedeli malati in cerca di miracolose guarigioni.
A trenta stadi da Nisa sorge il monte Tmolo dove si riuniva la confederazione delle popolazioni limitrofe.
Illustri Nisei furono filosofi: Apollonio discepolo di Panezio, Menecrate discepolo di Aristarco e suo figlio Aristodemo. Inoltre i grammatici Socrate, fratello di Aristodemo ed un altro Aristodemo maestro di Pompeo Magno e dei suoi figli.
Al confine fra la Panfilia e la Licia ha inizio la catena dei monti del Tauro.
Tornando alla coste della Licia si trovano l'isola Eleusa, il promontorio Artemisio, le città di Calinna, Cauno, Pisili.
Si incontra quindi l'isola di Rodi nei cui porto sorgeva il Colosso, una statua del sole alta 70 braccia (32 m.) che ai tempi di Strabone giaceva a terra a causa di un terremoto (del 226 a.C.) mai rialzata per disposizione di un oracolo.
Ancora a Rodi si custodivano tavole dipinte da Protogene. In una di quest raffigurante un satiro era dipinta una starna tanto realistica che attirava l'attenzione di tutti i visitatori, ma Protogene la volle cancellare per fare in modo che chi guardava il quadro ammirasse il satiro.
La colonia dorica di Rodi attribuiva la propria fondazione all'eraclide Tlepolemo.
Secondo il mito a Rodi erano vissuti i Telchini, demoni che avvelenavano i raccolti con l'acqua dello Stige e che, esperi di metallurgia, avevano fabbricato la falce di Saturno.
Tornando alla costa la prima città che si incontra è Lindo con il tempio di Atena, patria di Cleobulo, uno dei Sette Sapienti.
Più avanti si trovano le isole Sporadi patria di molti filosofi e poeti: Panezio, Stratocle, Andronico, Pisandro, Simmia ed altri.
Proseguendo verso nord si trova la città di Lorima, quindi una località chimata Cinossema considerata la tomba di Ecuba, e Cnido.
Nacquero a Cnido il matematico Eudosso, il filosofo Agatarchide, Teopompo, Artemidoro, Cresia storico e medico di Artaserse.
Segue Alicarnasso con il sepolcro di Mausolo. Furono di Alicarnasso Erodoto, il poeta Eraclito e lo storico Dionigi. Dopo la morte di Mausolo e di Artemisia sua moglie, il regno passò a Idrieo, fratello di Mausolo che lo lasciò alla moglie Ada che venne spodestata dal fratello Pissodaro, questi coinvolse un satrapo nel governo di Alicarnasso. Successivamente i Persiani furono cacciati da Alessandro Magno.
Nell'isola di Coo si trovava una statua di Venere sorgente dal mare che Augusto fece portare a Roma.
Nacquero a Coo Ippocrate, il poeta Fileta ed il tiranno Nicia.
Si passa quindi alla città di Milasa devastata da Quinto Labieno, poi a Stratonicea colonia macedone patria dell'oratore Menippo.
Parlando delle genti che abitarono queste regioni (Carii e Lelegi), Strabone inserisce una considerazione sul termine "barbaro" coniato dai Greci per indicare coloro che pronunciavano le parole greche con difficoltà essento un'altra la loro lingua madre.
Oltre la catena del Tauro si trova una stretta zona costriera che va dalla Licia alla città di Soli. I Lici, civili e pacifici, avevano formato una confederazione di ventitre città che prendevano in comune le decisioni importanti e conservarono questa organizzazione anche sotto il dominio romano.
Fra le maggiori città della Licia erano Xanto sul fiume omonimo, Patara, Mira.
Secondo alcuni i Lici e la Licia prendevano il nome da Lico figlio di Pandione.
Con la città di Olbio ha inizio la Panfilia, seguono Attalia, il fiume Eurimedonte e la città di Aspendo. Con la Panfilia confina la Cilicia divisa in due regioni dette Cilicia Aspra e Cilicia Piana.
Nella Cilicia piana si trova la fortezza di Caracesio che fu occupata da Diodato Trifone il quale, sconfitto da Antioco VII, qui si suicidò.
Oltre la fortezza si trova una zona rinomata per il legno di cedro che fu donata da Antonio a Cleopatra.
La Cilicia Aspra fu governata da Archelao re di Cappadocia.
Principale città della Cilicia Piana è Soli, costruita dagli Achei e dai Rodiesi, dove fu stabilita anche una colonia da Pompeo Magno.
Uomini famosi di Soli furono il filosofo Crisippo, il poeta Filemone e l'erudito Arato.
Segue la città di Andriale con la tomba di Sardanapalo. Attaversata dal fiume Cidno la città di Tarso giace in una pianura, si ficeva fondata da Trittolemo e dai suoi compagni.
Tarso fu patria dei filosofi Antipatro, Archedemo e Nestore. Quest'ultimo fu maestro di Marcello figlio di Ottavia.
Dopo Tarso si incontra Mallo dove alcuni ambientavano la contesa fra gli indovini Calcante e Mopso. Nel mito Mallo era stata costruita da Mopso e Anfiloco che, contendendone la signoria, vennero a duello e si uccisero re camente.
A Mallo nacque il grammatico Cratete, discepolo di Panezio. Al termine della Cilicia inizia la Siria con la città di Seleucia ed il fiume Oronte.
Dopo una digressione sul catalogo degli alleati di Troia in Omero, Strabone passa a parlare dell'isola di Cipro, prossima alle coste della Cilicia.
Nell'isola si trova Salamina, fondata da Teucro esiliato dal padre Telamone.
Altre città sono Cizico, patria del filosofo Zenone, Berito, Amatunte, Pafo.
Molto fertile, Cipro produce ottimo vino e olio, posside inoltre miniere di rame. Ai tempi di Strabone era diventata provincia romana dopo essere appartenuta alla dinastia dei Tolomei.