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Sardegna



Quarta isola del Mediterraneo per estensione, è situata a nord della Sardegna dalla quale è separata dalle Bocche di Bonifacio, a a 82 km. dalla costa toscana (Piombino) e 170 km. dalla Costa Azzurra.
Ha una superficie di 8.681 kmq., misura 183 km. da nord a sud con una larghezza massima di 83 km. ed uno sviluppo costiero di 1.200 km.
Il territorio è montuoso, con una dorsale che attraversa l'isola da nord-ovest a sud-est. La cima più alta è il Monte Cinto (2706 m.).
Politicamente appartiene alla Francia, il capoluogo è Ajaccio.
La popolazione è di circa 300.000 abitanti, le lingue ufficiali sono il francese e il corso.

Storia
Nella prima metà del IV secolo a.C. giunsero in Corsica coloni di origine ionica, i Focesi di Marsiglia che fondarono Alala, prima colonia greca nell'isola fino ad allora abitata da popolazioni autoctone o sarde oltre alle basi navali etrusche sulla costa orientale.
Pochi decenni dopo i Focesi furono cacciati dagli Etruschi mentre i Cartaginesi occupavano la Sardegna.
La conquista romana risale al 259 a.C., le colonie agricole e le basi navali fondate dai Romani operarono fino al Medioevo quando subirono l'invasione dei Vandali, poi dei Longobardi e ancora dei Saraceni.
Dall'XI al XIII secolo la Corsica fu contesa fra Pisa e Genova.
Nel 1295 a seguito della sconfitta di Pisa nella battaglia della Meloria, Genova ottenne il controllo del Tirreno ma il papa Bonifacio VIII investì Giacomo II d'Aragona del regno di Sardegna e Corsica. La contesa tra Genovesi e Aragonesi per la Corsica durò con alterne vicende fino all'elezione del papa Niccolò V (1447) il quale ribadì i diritti prontifici sull'isola e li trasferì alla Repubblica di Genova.
Nel 1453 un'assemblea della nobiltà corsa decise di affidare il governo dell'isola al Banco di San Giorgio, la più potente organizzazione finanziaria e commerciale genovese. Il Banco tenne la Corsica fino al 1511 quindi vi rinunciò a causa delle continue e violente rivolte della popolazione e restituì l'isola alla Repubblica Genovese.
Nel 1553 la Corsica fu occupata da una flotta franco-ottomana, intervenne l'imperatore Carlo V d'Asburgo insieme ai Genovesi e si aprì un lungo periodo di guerra che terminò nel 1556 con una tregua che lasciava l'isola alla Francia tranne Bastia ma con il trattato di Cateau-Cambresis del 1559 la Corsica tornò al Banco di San Giorgio.
Le ostilità continuarono comunque nel decennio successivo in cuiu si svolse la rivolta antigenovese di Sampiero di Bastelica e si conclusero soltanto nel 1569. Furono quindi emanati gli Statuti e il governo genovese si indirizzò verso una conduzione più moderata della Corsica.
Nel 1729 Genova impose nuove tasse aio Corsi che nel 1730 si ribellarono e iniziarono un nuovo periodo di lotta che alla lunga portò a una situazione di stallo nella quale Genova non aveva le forze per riprendere il pieno controllo della Corsica e ai Corsi non bastavano le energie per espellere i Genovesi. Infine Genova si rivolse a Luigi XV re di Francia che fu lieto di intervenire militarmente nell'isola della quale di fatto intendeva impadronirsi.
La Corsica conobbe un breve periodo di indipendenza ed ebbe una costituzione con il governo di Pasquale Paoli instaurato nel 1755 ma nel 1769 fu sconfitta a Ponte Nuovo e conquistata da Luigi XV.
Paoli andò in esilio a Londra e tornò in Corsica durante la rivoluzione francese ma più tardi divenne malvisto dal regime giacobino e nell'aprile 1793 fu emesso un ordine di arresto nei suoi confronti. Invocati da Pasquale Paoli intervennero gli Inglesi che occuparono l'isola cacciandone o Francesi ma deludendo le aspettative di indipendenza dei Corsi. Paoli fu chiamato a Londra da Giorgio III e trattato con onore ma di fatto costretto all'esilio. Morì a Londra nel 1807.
Intanto nel 1796 la Corsica era stata lasciata dagli Inglesi e occupata da Napoleone. Nel periodo napoleonico ribellioni e repressione contribuirono a peggiorare la miseria che domina l'isola e alla caduta del famoso connazionale gli isolani ne dannarono la memoria.
Da allora si sono susseguite iniziative indipendentiste ma la Corsica rimane ancora oggi sotto lo stato francese.


Riferimenti letteratura:
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica




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