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Tito Tazio



Nella tradizione Tito Tazio era re dei Sabini quando i Romani commisero il famoso ratto. Per riprendere le giovani rapite Tazio organizzò un assedio a Roma che si risolse solo quando la vestale Tarpea, tradendo i Romani, aiutò i Sabini a penetrare nella rocca del Campidoglio. Quando le Sabine rapite si interposero fra i combattenti per far cessare lo scontro, Tazio accettò la pace con i Romani e concesse ai suoi concittadini che lo desideravano di trasferirsi a Roma. Romolo associò Tazio al governo della città e la diarchia durò alcuni anni, finché Tazio non fu ucciso da avversari personali. Si era infatti creata una disputa fra i Sabini di Tazio e gli abitanti di Lavinio, Tazio si era comportato arbitrariamente nell'occasione permettendo addirittura l'uccisione degli ambasciatori di Lavinio. I Laviniati uccisero Tazio per vendetta senza che Romolo facesse nulla per impedirlo, o perché desideroso di liberarsi del collega nel regno, o perché fondamentalmente concorde con il punto di vista dei Laviniati.


Riferimenti letteratura:
  • Dionigi di Alicarnasso - Storia di Roma Antica
  • Tito Livio - Storia di Roma
  • Ovidio - Metamorfosi
  • Cicerone - De Re Publica
  • Properzio - Elegie
  • Plutarco - Vite di Teseo e Romolo
  • Plutarco - Licurgo e Numa
  • Svetonio - Vite dei Cesari
  • Gaio Giulio Solino - Delle cose meravigliose del mondo
  • Macrobio - Saturnali




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