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Giovanni XVIII papa



Il suo nome secolare era Gioanni detto Fasano (Fagiano), nato a Roma, secondo alcuni figlio di un prelato.
Nell'anno 1000 fu nominato vescovo di San Pietro in Vincoli. Fu eletto papa il giorno di natale del 1003 ma l'elezione fu resa nota solo bei primi giorni del gennaio 1004, per questo motivo molti testi e cronologie riportano date diverse riguardo all'inizio del suo pontificato.
Roma era governata da Crescenzio III del quale Giovanni XVIII, come il suo predecessore Giovanni XVII, subì la forte influenza. E' stato per altro ipotizzato1 che il soprannome Fasano in realtà si riferisse a Faiano o Fagano, località nei pressi di Preneste (che attualmente si trova nel comune di Poli) e in questo caso sarebbe molto probabile l'appartenenza di questo personaggio al ramo prenestino della famiglia Crescenzi.
Si dedicò all'evangelizzazione di regioni germaniche e slave con la collaborazione del camaldolese Brunone di Querfurt che fu da lui nominato arcivescovo e che sarà martirizzato nel 1009 e successivamente canonizzato.
Si occupò inoltre dei rapporti con la chiesa di Costantinopoli e delle problematiche di varie chiese europee. Creò il vescovato di Bamberg d'accordo con l'imperatore Enrico II di Sassonia e supportò l'abbazia di Fleury nella sua azione riformatrice.
Negli anni del suo pontificato si svolsero in Italia eventi sanguinosi: l'imperatore Enrico II scese in Italia nel 1004 e spodestò Arduino che nel 1002 si era fatto incoronare re d'Italia. Le conseguenti contese portarono guerra nell'Italia settentrionale e Pavia fu devastata dalle truppe di Enrico.
Turbato da questi avvenimenti, Giovanni XVIII si ritirò nel 1009 nel convento dell'Abbazia di San Paolo dove morì pochi mesi dopo. E' diffusa l'opinione che sia stato sepolto nella Basilica di San Giovanni in Laterano ma secondo alcuni fu invece sepolto in Vaticano2.
Gli successe
Sergio IV.

Un aneddoto raccontato da Rodolfo il Glabro
Rodolfo il Glabro racconta che quando Folco III il Nero conte d'Angiò decise di dedicare una chiesa come offerta votiva per la propria anima, Ugo di Chateudun arcivescovo di Tours rifiutò di consacrarla finché Folco non avesse rinunciato a quanto aveva conquistato con la violenza. Folco allora si rivolse a Giovanni XVIII che si lasciò sedurre dai doni del conte e inviò un cardinale a consacrare la chiesa attirando molte critiche negli ambienti ecclesiastici. Al termine della cerimonia di consacrazione un uragano distrusse il tetto della nuova chiesa, evento che fu considerato un prodigio verificatosi per condannare l'operato di Folco e la decisione di Giovanni XVIII.


Riferimenti letteratura:
  • Rodolfo il Glabro - Storie
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare



    Vedi anche:
  • Cronologia dei Papi ed Antipapi


    Note:
    1. Aurelio Bianchi Giovini - Storia dei papi - Vol. 3 - Pag. 232
    2. Gaetano Moroni - Dizionario di Erudizione Storico Ecclesiastica - Vol. 31 - Pag. 58


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